Si apre oggi il World AI Conference (WAIC 2026) di Shanghai, evento che segna l’ambizione di creare un baricentro mondiale dell’Intelligenza artificiale alternativo a quello  americano. Il Presidente cinese, Xi Jinping, partecipa di persona, trasformando la fiera in un appuntamento politico di rilievo.

La Cina propone la creazione di WAICO, un’organizzazione internazionale per la cooperazione sull’AI, alternativa ai modelli di “governance” occidentali. L’obiettivo è offrire ai paesi del Sud globale una piattaforma autonoma per definire regole e standard, in contrasto con l’approccio tecnico‑regolatorio di Stati Uniti ed Europa.

Dietro la diplomazia c’è la forza industriale dei laboratori cinesi, che puntano su modelli “open‑weight” e chip di calcolo avanzati, rendendo Shanghai un polo strategico. Il WAIC 2026 diventa così il simbolo di una nuova geografia del potere tecnologico, dove la “governance” dell’AI si divide tra due visioni: quella occidentale, centrata sulla sicurezza dei modelli, e quella cinese, fondata sulla cooperazione e sull’inclusione dei Paesi emergenti.

Trump proprio ieri ha fatto il clamoroso annuncio di avere le prove che la Cina si starebbe preparando a manipolare le prossime elezioni di “midterm”. Un modo per creare un clima surriscaldato su un un appuntamento che per lui potrebbe essere disastroso. E certo colpisce la scelta di tempo con l’avvio dell’incontro sulla Ai alternativa che sicuramente è destinata a creare non pochi problemi al monopolio statunitense costituito dalle grandi e potenti società impegnate nel settore che lo stanno sostenendo e finanziando.

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