La guerra all’Iran, in qualche modo si avvicina sempre più anche per noi. I pasdaran iraniani hanno colpito la nave portacontainer Msc Ishyka della grande flotta Msc fondata dalla famiglia Aponte di Napoli nel 1970 e che da allora è diventata la più grande al mondo dando vita anche alla Msc Crociere. Il tutto si deve a Luigi Aponte e a sua moglie Rafaela Diamant Pinas, di origini svizzero‑israeliana e figlia di un banchiere di Ginevra. Negli anni ’80 i due decisero di investire delle navi portacontainer, fino a giungere a primeggiare al mondo con il movimento di 27 milioni di TEU(unità di misura delle dimensioni dei container), con 200.000 dipendenti, con 675 uffici nel mondo, e a trasportare merci su 300 rotte interessando 520 porti in 155 paesi.
I pasdaran hanno giustificato l’attacco alla nave, che batte bandiera liberiana, sostenendo che si tratta di un vascello “vicino ad Israele”. E, in effetti, è stato The Jerusalem Times a sostenere recentemente che la “MSC Cargo continua a consegnare in Israele nonostante la guerra, senza imporre sovrapprezzi di guerra o spese di sosta”. Il giornale israeliano ha aggiunto che “con lo scoppio della guerra, la direzione dell’azienda in Israele si è dedicata al trasporto di attrezzature militari e mediche essenziali, nonché al trasporto di progetti speciali da destinazioni in tutto il mondo, essenziali per rafforzare le capacità di combattimento e di sicurezza durante questo periodo”.
Vista la scelta dei tempi, c’è da chiedersi se l’attacco non sia stato volutamente effettuato in coincidenza con la visita di Giorgia Meloni nella regione.