L’ennesima apparizione tra un tweet, un intervento online in inglese, una riunione notturna a palazzo Chigi per concordare sul disegno di legge elettorale con premi-truffa ed un salto all’alto colle per riferire al Capo dello Stato in ordine alla complessa e preoccupante situazione causata dall’attacco israelitico/statunitense, è avvenuta a Napoli per le esequie del piccolo Domenico ed abbracciarne la mamma cui ha – ovviamente (avverbio tanto caro alla premier) – assicurato: “non vi lasceremo soli!”, tanto per cambiare … la solita, estenuante frase, ormai poco rassicurante perché retorica e reiterata senza fine. Le autorità istituzionali la usano con “generosità” eccessiva, una sorta di jolly che si giocano sia in caso di tragedie criminali o sanitarie, sia per venti catastrofali , idrogeologici, vulcanici o metereologici.
E poi non poteva mancare una bella, commossa presenza della bionda patriota, in tal circostanza una “madre” che, lasciando i gravosi impegni nazionali e sovranazionali, sa bene che commuoverà una gran parte di napoletani, sempre sensibili umanamente, che magari si ricorderanno di Lei a breve per la votazione referendaria e, chissà, per le elezioni politiche tra un anno o poco più … Napoli val bene una messa.
Invece quello che conta, oggi, considerata la particolare delicatezza del momento bellico che si va ampliando, è che la Presidente del Consiglio non sia così tanto presenzialista attraverso i media, per lo più molto ossequiosi, bensì che sia presente per le problematiche più urgenti e serie dall’ex Ilva di Taranto alle vittime sul lavoro che attendono un provvedimento adeguato, nondimeno nelle aule parlamentari per rispetto della sovrana volontà popolare, la qual cosa farà finalmente mercoledì prossimo. Attendiamo, perciò, chiarimenti o informazioni sui seguenti punti:
a) fino a che punto l’Italia dev’essere alleata ad una nazione che, a nostra insaputa, decide improvvisamente (e improvvidamente) di bombardare un Paese sovrano, senza neanche informarci (come è stato fatto per la Germania);
b) cosa significa inviare una nave militare nell’area del Golfo persico? Che garanzie di difesa abbiamo se ricordiamo che il ministro Crosetto dichiarò, praticamente, che siamo indifesi e senza scampo?
c) quali conseguenze economiche e finanziarie subiremo a breve e medio termine a causa di questa, scellerata guerra che è già al VII giorno, con un blocco navale di enorme rilevanza come quello dello Stretto di Hormuz?
In fiduciosa speranza (in Dio), ci chiediamo se, finalmente, “Sua maestà” Giorgia si concederà democraticamente e parlerà al popolo intero e non solo alla sua parte politica; e se riuscirà ad uscire indenne dal tunnel in cui s’è lanciata, a fari spenti, per via dell’innamoramento e pericoloso connubio con lo “psico-presidente”.
Michele Marino