In occasione della Giornata internazionale per la parità retributiva Interris ha intervistato Liliana Ocmin, membro del Consiglio di amministrazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL). Intervista realizzata da Manuela Petrini
“Appuntamento fortemente voluto dalle Nazioni Unite. Per evidenziare il gender pay gap, in Europa è stato istituito anche l’Equal Pay Day, che ricorre ogni 15 novembre. Da questo giorno fino alla fine dell’anno, a causa della disparità salariale, le donne simbolicamente continuano a lavorare gratis per guadagnare quanto un uomo ha percepito nello stesso periodo”. E’ quanto afferma a Interris.it Liliana Ocmin
Gender pay gap: la situazione in Italia
In Italia, nel 2020, il gender pay gap si attestava al 16,5%; nel 2025, in un’indgine del Sole 24 risulta il 5,6%. “Sono dati molto variabili perché dipende da quali indici vengono presi in considerazione. Io mi baserei sulle stime mondiali – spiega la Ocmin -. L’Italia ha fatto molti passi in avanti ma c’è ancora molto da fare. Un aiuto potrebbe arrivare dalla Direttiva (UE) 2023/970, nota come direttiva sulla trasparenza retributiva, impone agli Stati membri, e quindi all’Italia, di attuare misure per raggiungere la parità di retribuzione tra uomini e donne per lavori di pari valore, che entrerà in vigore il 7 giugno 2026“. La direttiva mira a ridurre il divario retributivo di genere tramite la trasparenza salariale, rendendo obbligatorio per le aziende fornire informazioni sulle paghe, vietando la richiesta di informazioni sullo stipendio attuale durante i colloqui di lavoro e istituendo meccanismi di applicazione con sanzioni.
Le cause
“Le cause della disparità retributiva non sono solo economico, ma anche culturali – aggiunge – In Italia, poi, il mercato del lavoro viaggia a due velocità diverse: il Centro-Nord va più spedito, mentre al Sud e nelle Isole l’occupazione ‘zoppica’. Molto spesso, in questi contesti sono proprio le donne ad essere escluse. Inoltre, anche la maternità diventa un punto cruciale nella differenza di retribuzione: chi non ha figli ha un posizionamento e un accesso migliore al mondo del lavoro e di progressione di carriera – evidenzia -. Al contrario, le mamme vedono molto spesso compromesso il loro percorso e avanzamento di carriera perché c’è carenza di servizi, come gli asili, e quindi sono in un certo senso costrette a scegliere tra lavoro e cura della prole”.
Un fenomeno mondiale
La disparità retributiva è un fenomeno che colpisce le donne di tutto il mondo, spiega Liliana. “Nessun Paese è virtuoso – sottolinea -. Si calcola che ci vorranno circa 130 anni per superare il gendeer pay gap. Un dato che evidenzia tutta la drammaticità di questo problema”.
Le azioni da mettere in campo
Dal febbraio 2020, l’Italia fa parte dell’EPIC (Equal Pay International Coalition): una coalizione globale impegnata a promuovere la parità salariale tra uomini e donne, di cui fanno parte anche l’OIL, l’OCSE e Nazioni Unite. “Lo scopo è sensibilizzare su questo tema, migliorare le leggi nazionali, incrementare i servizi e promuovere il dialogo sociale. E’ inoltre, fondamentale che le donne non siano costrette a scegliere tra carriera e cura della famiglia – conclude Liliana Ocmin -. Per superare le discriminazioni e il gender pay gap è necessario passare per azioni concrete e richiede un impegno tangibile e multidimensionale da parte di aziende, istituzioni e società, attraverso azioni mirate come la trasparenza salariale, la promozione della conciliazione vita-lavoro con strumenti di welfare, la condivisione delle responsabilità di cura, la formazione continua e la creazione di culture aziendali inclusive”.
“Il 18 settembre si celebra la Giornata internazionale per la parità retributiva. Appuntamento fortemente voluto dalle Nazioni Unite. Per evidenziare il gender pay gap, in Europa è stato istituito anche l’Equal Pay Day, che ricorre ogni 15 novembre. Da questo giorno fino alla fine dell’anno, a causa della disparità salariale, le donne simbolicamente continuano a lavorare gratis per guadagnare quanto un uomo ha percepito nello stesso periodo”. E’ quanto afferma a Interris.it Liliana Ocmin, membro del Consiglio di amministrazione dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), intervistata in occasione della Giornata internazionale della parità retributiva.