In tema pensioni italiane, anche il Fondo Monetario Internazionale recepisce l’esigenza di una maggior flessibilità in uscita nel sistema previdenziale, al quale l’ultimo report attribuisce una serie di risultati positivi conseguiti negli ultimi anni.

I tecnici del FMI, come è facile prevedere, insistono però sulla necessità di uno stretto legame fra importo pensioni (spesa per lo Stato) e contributi versati. Una posizione simile a quella del Governo, in sede di trattativa con i sindacati sulla riforma pensioni da attuare entro la fine dell’anno con entrata in vigore dal 2021.

Report FMI pensioni Italia

Il report del 29 gennaio del FMI sull’economia italiana sottolinea come la Penisola, negli ultimi anni, abbia fatto più della maggior parte dei paesi in materia di riforma pensioni, centrando l’obiettivo di generare risparmi sul lungo periodo. Il riferimento, evidentemente, è alla Riforma Fornero del 2011, e a tutte le norme che ne sono seguite.

Su queste ultime restano criticità, ad esempio il FMI continua a essere negativo sulla quota 100, salutando con favore la fine della sperimentazione (prevista, lo ricordiamo, il 31 dicembre 2021). Il problema secondo l’organismo internazionale è quello di preservare la spesa pensionistica nei prossimi decenni, con misure che garantiscono l’equità ma anche la sostenibilità del sistema.

Lo strumento, come detto, è il sistema contributivo. Si tratta di un tema al centro del tavolo tra Governo e Sindacati, nell’ambito del quale si valutano diverse ipotesi (tendenzialmente, da parte sindacale si sottolinea l’esigenza di non penalizzare chi ha versamenti precedenti al 1996, che danno diritto al calcolo retributivo).

Nell’attesa della riforma delle pensioni 2020-2021 (che non arriverà prima della prossima legge di Bilancio), vediamo il confronto con le principali economie europee.

Pensioni: confronto Italia – Europa

Il dato fondamentale è che, in materia di pensione di vecchiaia, l’Italia è fra i paesi UE che richiedono i requisiti più alti. L’età pensionabile nel 2020 è pari a 67 anni, fra le più alte.

  1. Grecia e Italia: requisito anagrafico più alto d’Europa, a 67 anni.
  2. Irlanda: età pensionabile 66 anni.
  3. Germania: in pensione a 65 anni e 9 mesi; scatto di un mese l’anno per i prossimi tre, dal 2024 di due l’anno fino a raggiungere quota 67 anni; allo studio riforma per arrivare a 69 anni.
  4. Spagna: età pensionabile 65 anni e 8 mesi, in salita progressiva fino a 67 anni nel 2027; pensione anticipata con assegno ridotto.
  5. Gran Bretagna: età pensionabile 65 anni e 6 mesi, 66 anni dall’ottobre 2020, 67 anni fra il 2026 e il 2028.
  6. Francia: 62 anni.

 

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