Le elezioni ormai prossime hanno accelerato il dibattito all’interno di INSIEME e ancora si discute su quale sia la scelta da fare, in coerenza coi principi ispiratori del Partito. Come INSIEME Lombardia registro un interessante e stimolante scambio di opinioni con un approfondimento esigente sui temi etici e sugli orizzonti politici che un Partito di ispirazione cristiana deve darsi. Emerge un divario, che al momento appare incolmabile, tra i principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa e la loro rappresentazione nelle agende partitiche. INSIEME, come sappiamo non ci sarà e pur tuttavia dovremo alla fine decidere su chi orientarci, a meno di scegliere di non votare, come sostengono alcune posizioni al nostro interno.

Se guardo alle forze in campo, alle loro proposte e ai candidati (invarianza di genere) devo onestamente e oggettivamente ammettere che mi sento più respinto che attratto. Non è certo la prima volta che succede e, alla mia età, posso dire di averne viste tante e mai mi sono sentito fortemente attratto da un partito fino a identificarmici. Anche da democristiano, ho sempre avuto un atteggiamento critico, ma la dialettica interna consentiva l’espressione di diverse sensibilità, come allora si diceva.

In politica sono arrivato come naturale sbocco per l’impegno a favore della comunità, per cui mi sono ritrovato sulle posizioni della sinistra sociale; che ho sempre cercato di interpretare con coerenza, mantenendo sempre la mia autonomia di giudizio. Ho fatto le mie battaglie, ma non ho mai imposto ad altri le mie scelte, nel pieno rispetto della diversità di opinioni. Posso dire di non essermi mai pienamente riconosciuto in nessuna delle formazioni politiche della seconda repubblica e ho votato per chi ritenevo più vicino alle mie idee, quando possibile, o il più delle volte per chi mi è parso meno lontano. Questa volta non sarà diverso ma oggi c’è un distinguo di non poco conto.

In un assetto bipolare che non ha mai mantenuto la salvifica promessa di una radiosa alternanza, anche per via di un ordinamento istituzionale che riconosce il ruolo primario dell’assemblea parlamentare che, avvenendo almeno sino ad oggi, su base proporzionale e non maggioritaria, non agevola di certo l’azione del Governo.

INSIEME nasce in opposizione alla destra e in alternativa alla sinistra, che vuol dire sottrarsi allo schema bipolare, riconoscendosi come forza altra e cioè Terzo Polo. Questo luogo è oggi opzionato dall’accoppiata Calenda-Renzi che, a quanto risulta, non hanno accettato che INSIEME diventasse una forza organica alla coalizione. Del loro programma conosciamo gli aspetti salienti e non si può certo dire che ci sia molto in comune con INSIEME, né mi sembra che i candidati presentati (mi riferisco alla mia circoscrizione), alcuni dei quali noti per conoscenza diretta, siano per formazione culturale e afflato politico, vicini alle nostre idee.

Se alzo lo sguardo sulle altre forze politiche, le distinzioni si accentuano e le proposizioni diventano incompatibili. C’è chi dichiaratamente si candida per fare opposizione dura; per esasperare e far esplodere i problemi, anziché risolverli. Ma c’è anche chi ha deciso di dare tutto a tutti indiscriminatamente e, ovvio, gratuitamente. Questi partiti riceveranno i loro voti e siederanno in Parlamento (magari non tutti) a perorare le loro cause, giuste o sbagliate che siano. Alla fine, dopo aver a lungo ragionato su cosa sia bene fare, in stretta coerenza con la Dottrina Sociale della Chiesa, potremo decidere di farci da parte e lasciare così strada a chi nei fatti si dimostra completamente estraneo a quegli insegnamenti.

Ma guardando avanti, in un impeto di sano ottimismo, quando INSIEME dovesse riportare un buon esito nelle future competizioni elettorali, avrà sempre necessità di unirsi ad altri partiti per comporre una maggioranza; che sia ragionevole compromesso o una più dignitosa mediazione. Credo che però, al di là di successi strepitosi per la nostra lista, più improbabili che impossibili, sarà gioco forza contaminarsi con chi la pensa diversamente da noi. In politica funziona così. Io credo che quello che serve a INSIEME per affermarsi in un futuro che ci auguriamo prossimo, sia quello di avere la possibilità di accedere a un Terzo Polo, espressione di un proporzionalismo, che apre a soluzioni alternative a un bipolarismo mai assurto alla dignità di un moderno, democratico ed efficiente sistema di governo, come dimostrano le esperienze delle ultime legislature.

Voterò perciò Terzo Polo, convinto che è quello che serve di più al Paese; aprendo a prospettive nuove nella geometria politica, sottraendo potere alle segreterie dei partiti e alla loro influenza sulle candidature. Penso che se ci sarà un Terzo Polo, pur con tutte le differenze enunciate, sarà più facile per INSIEME crescere e contendersi quel ruolo con le altre forze politiche. C’è in gioco una diversa visione della politica e del rapporto col Paese, chiamato a essere più partecipe, più attivo, più protagonista e non strumento passivo chiamato a ratificare decisioni prese sempre altrove.

L’affermazione di un Terzo Polo oggi (25 settembre) consentirebbe di superare quel tentativo mai riuscito di schema bipolare che ha imbrigliato la democrazia italiana per troppo tempo. Potrebbe essere questo l’avvio di una Terza Repubblica, impostata più sulla partecipazione e il consenso popolare che non sulla delega partitica, che ha finito per esautorare i cittadini dalla politica. La scelta oggi non mi riempie di gioia ma, guardando al domani penso proprio che sia la cosa giusta da fare.

Adalberto Notarpietro