In questi ultimi decenni in Italia molte cose sono cambiate: si è assistito al tramonto delle ideologie, molti partiti tradizionali sono scomparsi travolti da tangentopoli e alcuni si sono riciclati spostandosi al centro. Sono nati nuovi partiti: aziendalistici, movimentisti, populisti,  sovranisti ecc. cercando di interpretare le nuove esigenze della società.

In questi ultimi anni in particolare si è assistito ad un calo del partito aziendalista, ad un aumento di quelli movimentisti che però ultimamente sono entrati in crisi nel momento in cui si sono dovuti far carico del governo del paese e ad un aumento dei partiti populisti e sovranisti che speculano sulla paura dell’immigrazione clandestina e sull’esigenza di sicurezza. Anche le formazioni di sinistra, dopo un periodo di crescita, sono finiti in crisi perché in preda a scissioni interne e perché incapaci di interpretare le reali esigenze del paese in un momento di profonda crisi economica e sociale. Altri fenomeni  importanti da analizzare sono l’aumento progressivo degli astenuti nelle ultime elezioni e la nascita e sviluppo di nuovi movimenti globalisti e giovanili.

Grande elemento di novità è stata l’uscita della enciclica “Laudato si’” che ha aggiornato e portato a compimento la rivoluzione del Concilio Vaticano II introducendo nuovi concetti nel dibattito politico quali l’ecologia integrale e la difesa dell’ambiente.Sul  piano  economico, il COVID 19 ha causato una grave crisi mondiale mentre la grande rivoluzione tecnologica e informatica in atto ha introdotto importanti novità nell’organizzazione del lavoro creando nuove opportunità ma anche ampie fasce di disoccupazione.

Sul piano politico è particolarmente preoccupante l’aumento dei non votanti alle elezioni. Questo fenomeno dimostra che i cittadini non trovano negli attuali partiti una adeguata rappresentanza.  Gli attuali partiti non interpretano e non portano avanti le reali esigenze ed aspettative della gente e a riprova di questo fatto sta la nascita di movimenti spontanei che propongono temi più congeniali al pensiero di molti cittadini: la difesa dell’ambiente, la partecipazione alla vita politica e sociale, la promozione dei diritti umani, una maggiore cultura, uno sviluppo sostenibile, maggiore solidarietà, una maggiore giustizia sociale ed economica a livello mondiale (tutti concetti che fanno parte della cultura cristiana). Questi movimenti hanno riempito piazze in Italia e nel mondo mobilitando milioni di persone proponendo una politica non basata sull’odio che riporti al centro dell’azione la centralità della persona.

In questa panorama politico si inserisce la proposta di Politica Insieme che nasce come associazione di cultura politica impegnata per la nascita di un nuovo soggetto politico d’ispirazione cristiana e popolare che sta elaborando un piano di trasformazione del Paese basato sulla solidarietà e sulla competenza (che a volte difetta ai movimenti globalisti o populisti). Questo piano chiama a raccolta i cristiani, i laici e, in generale le persone di buona volontà che vogliono impegnarsi in politica superando la diaspora dei cattolici verso vari partiti che ha portato alla loro scomparsa dalla scena politica.

Politica Insieme ha organizzato 13 gruppi di lavoro cui hanno partecipato 300 persone con l’obiettivo di delineare le linee istituzionali economiche e sociali indispensabili ad avviare quella profonda trasformazione che è necessaria per l’Italia del futuro ed ora si avvia verso l’assemblea costituente. Molte parti di questo piano contengono punti in comune con i movimenti globalisti cui prima si faceva riferimento e con altre forze democratiche presenti nel paese.

Politica insieme deve diventare un punto di aggregazione di queste forze e di questi  movimenti per recuperare anche quella massa di delusi della politica che non hanno votato negli ultimi anni e  i molti giovani che intendono farsi carico dei problema dei sofferenti e dei bisognosi , della salvaguardia del creato e delle straordinarie prospettive aperte dalle nuove tecnologie, proponendo una maggiore comprensione dei popoli auspicando  un futuro di pace, di sviluppo e di promozione dei diritti umani.

Molti di questi movimenti giovanili sono in linea con gli ideali di inclusione e giustizia sociale proclamati da Papa Francesco, ma hanno una leadership molto debole, delocalizzata e necessitano di tempo per chiarire ed approfondire i propri ideali e la propria collocazione politica ma dobbiamo comunque coglierne gli aspetti positivi e una collaborazione con Politica Insieme può essere utile ad entrambi i soggetti politici.

Anche Politica Insieme deve chiarire bene dove andare per interpretare il disagio sociale e giovanile in particolare che ha portato all’astensione e all’indifferenza.

Che occorra maggiore impegno politico da parte dei cattolici siamo tutti d’accordo; rimane da chiarire la collocazione politica, l’immagine che si intende dare al partito, la leadership ecc. L’ispirazione cristiana è fuori discussione ma, a nostro modesto avviso, non dovrà essere un partito cattolico tradizionalmente inteso ma un partito che si ispira alla “Laudato si'” di Papa Francesco e alla salvaguardia del creato. Un partito aperto ai giovani, alle loro idee e alle loro esigenze; un partito che vuole trasformare la società partendo dal concetto della solidarietà e della qualità della vita.

Non deve essere neanche un partito di intellettuali, anche se occorre la competenza di gente preparata. Occorre un partito che parta dai principi base della giustizia sociale e della solidarietà introducendo nuovi concetti come la tutela dell’ambiente e ampliando il raggio di azione da livello nazionale a livello internazionale comprendendo temi quali la povertà nel mondo, le migrazioni e il degrado ambientale.  Un partito che si ponga come obiettivo la qualità della vita.  Questo tema è molto caro ai giovani i cui problemi non sono stati di certo risolti dal reddito di cittadinanza o da quota cento. E’ chiaro che la ripartizione del lavoro a livello internazionale, lo sviluppo di alcuni paesi  emergenti e le innovazioni tecnologiche in atto indurranno un calo della occupazione.

Lo sviluppo di tipo quantitativo è finito ed è tempo di occuparci della qualità della vita. Obiettivo base è la riduzione dell’orario di lavoro, lo smart working, il lavoro flessibile, una nuova organizzazione del lavoro che permetta di avere più tempo libero per ognuno di noi, le nostre famiglie e i nostri figli. Una migliore qualità della vita significa più partecipazione alla vita sociale, più cultura, più convivialita, più spiritualità e per realizzare questi obiettivi occorre la riduzione dell’orario di lavoro a parità  di salario e di produttività mediante uno sviluppo tecnologico adeguato dei sistemi di produzione.  Oltre questi obiettivi di ordine sociale occorre un piano economico strategico che preveda una riforma del sistema scolastico, un sistema di welfare basato sulla sussidiarietà, un vasto programma di opere pubbliche capace di creare nuovi posti di lavoro.

Si tratta di mettere a punto alcuni obiettivi chiari capaci di mobilitare la gente che non è andata a votare nelle ultime elezioni e i giovani che non si riconoscono più nell’attuale società.  C’è l’urgenza di fare politica in modo serio , c’è l’urgenza di contare!  C’è l’urgenza di dare ai giovani alcuni valori alternativi all’attuale sistema economico. Dopo che il progresso ha portato al soddisfacimento dei bisogni essenziali (nessuno muore di fame) esiste l’esigenza di bisogni sociali e “spirituali”.

Politica Insieme può e deve portare questi principi tra i giovani e meno giovani fondando un nuovo partito che, insieme ad altri partiti sensibili alle tematiche sopracitate, punti ad un nuovo modello di società. Occorre coinvolgere i giovani integrando il loro entusiasmo con la competenza dei vecchi.

Maurizio Angellini e Stefano Aldrovandi