INSIEME ha deciso di esprimere un “Si” al voto referendario sulla Cittadinanza e di lasciare libera scelta per gli altri quattro referendum sul lavoro. Esprimendo si, inoltre, sulla necessità da parte di tutti i cittadini di partecipare al voto.

 

Anche Politica Insieme invita a partecipare al voto in ogni caso.

Politica Insieme è consapevole dei limiti del voto referendario che non consente soluzioni alternative alla abrogazione o conferma delle norme.

Politica Insieme è consapevole, dunque, della necessità di esprimere un voto politico che induca ad un ripensamento delle fallimentari politiche sul lavoro che, negli ultimi quattro decenni, hanno portato i lavoratori italiani a subire una riduzione del proprio salario in termini reali rispetto alle media dell’Unione Europea. Anche a causa di un sistema tributario inadeguato che continua a far gravare sui lavoratori e sulle attività produttive il carico fiscale, piuttosto che sulle rendite e sulle attività finanziarie.

Nel quadro di un sistema economico e di relazioni industriali fortemente cambiato, gli strumenti di tutela fin qui apprestati risultano inadeguati e devono essere trasformati ed accompagnati da interventi significativi sulla politica industriale, sulla ricerca e sulla formazione, che restituiscano al lavoro la dignità ed il rilievo riconosciuto dalla Costituzione già nel suo  primo articolo e promuovano la costruzione di rapporti tra le imprese e i lavoratori ispirati al modello partecipativo di Adriano Olivetti. Va riconosciuto altresì il ruolo fondamentale dell’impresa sociale e del terzo settore.

Politica Insieme ricorda come INSIEME abbia già elaborato una petizione(CLICCA QUI), nella quale sono indicati alcuni interventi volti a favorire l’inserimento dei giovani, delle donne e dei soggetti in condizioni di disagio nel mondo del lavoro, l’eliminazione del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro per l’assenza di competenze adeguate, lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di sicurezza, lo sviluppo della innovazione tecnologica e di sistemi di qualità e di formazione che consentano innovazioni di processi e prodotti rispondenti alle nuove esigenze conseguenti alla globalizzazione dei mercati, tali da riqualificare anche  la qualità e remunerazione del lavoro, restituendo dignità al lavoratore, che vengono di seguito sommariamente indicati:

  • Formazione e controlli sulle condizioni di sicurezza;
  • Tagli significativo del cuneo fiscale;
  • Deducibilità del costo del lavoro dalla base imponibile IRAP;
  • Aumento del costo del lavoro straordinario per favorire nuove assunzioni, piuttosto che l’aumento delle ore di straordinari;
  • CCNL con retribuzione adeguata a parametri minimi;
  • Ripristino di voucher per lavori occasionali, con l’introduzione di semplificazioni insieme a validi controlli per evitare abusi;
  • Trasformazione dell’ANPAL al fine di realizzare i programmi formativi di rilevanza nazionale approvati dalla Conferenza Unificata Stato-Regioni-Enti Locali per il reinserimento, il coordinamento scuola-lavoro a fini formativi, la partecipazione degli immigrati e la mobilità internazionale;
  • Attribuzione agli Enti bilaterali di formazione di risorse adeguate per svolgere un ruolo trainante nel favorire il ricambio generazionale e di genere, il reinserimento delle persone in cerca di occupazione e la riqualificazione dei lavoratori già impiegati, adeguando la formazione  alle esigenze delle imprese;
  • Superamento il modello meramente conflittuale dei rapporti tra imprenditori e lavoratori per sviluppare il modello partecipativo, con il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione dell’impresa e nella partecipazione agli utili, con miglioramenti significativi sia per l’impresa, sia per la comunità, tenendo in considerazione il cambiamento nelle relazione tra impresa e lavoratori e tra gli stessi lavoratori portato dalla trasformazione digitale;
  • Avvio di politiche di programmazione di lungo periodo, ricerca e diffusione del progresso tecnologico per massimizzare la competitività del sistema, accompagnate da piani di formazione che consentano l’adeguamento delle competenze dei lavoratori alle nuove esigenze connesse all’innovazione tecnologica e di qualità;
  • Formazione di una nuova imprenditorialità in grado di controbilanciare l’attuale tendenza al rafforzamento dell’oligopolio internazionale;
  • Attivazione di strumenti che consentano l’invecchiamento attivo dei lavoratori, integrando una quota della pensione già maturata con la valorizzazione dei contributi versati, anche mediante voucher estendibili a lavori di pubblica utilità con il concorso di Enti del Terzo Settore.

Politica Insieme, pertanto, invita ad esprimere il “Si” ai quattro referendum sul lavoro.

Anche sul referendum sulla cittadinanza invitiamo a votare “Si” e su questo torneremo presto in maniera più particolareggiata.

About Author