Roma è una città tecnicamente fallita. In un paese serio sarebbero in Tribunale già tutti i libri della pubblica amministrazione capitolina e di molte delle sue municipalizzate. L’ultima goccia è venuta dal Tar che ha di fatto “espropriato” la Regione Lazio, altro gran disastro politico e finanziario, della gestione dei rifiuti con l’ordinanza che nomina commissario ad acta non qualche funzionario regionale, ma il Direttore della Direzione Generale per i rifiuti e l’inquinamento del Ministero dell’Ambiente ( CLICCA QUI ).

Insomma, il bollo di incapaci è stato appiccicato sulle vesti della Regione Lazio che, sia ricordato per inciso, ha come Presidente il Segretario del Pd. Alla tanta declamata “transizione ecologica” c’ha dovuto pensare però il Tribunale amministrativo a modo suo. Si dovrà, comunque, tornare al commissario e continuare a mandare i rifiuti della Capitale in discarica. Non in quella propria di Malagrotta, autentico “gioiello” di arretratezza in materia ambientale e chiusa con tanti squilli di tromba e proclamazioni dell’avvio della nuova politica della gestione dei rifiuti.

Peccato che ci si limiti a mandare la spazzatura, certo non a Malagrotta, ma in altre discariche. Che stiano in Abruzzo, in Toscana e in Emilia poco cambia sul piano della sostanza e della politica in materia. Diciamo che la grande pensata zingarettiana è stata quella di ridursi al detto: lontano dagli occhi, lontano dal cuore e… dai cattivi odori.

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha preso la palla al balzo per parlare di una vero e proprio complotto organizzato ai danni dell’Amministrazione capitolina e dell’Ama ( CLICCA QUI ). Ovviamente, lei non lo dice, ma ce lo possiamo immaginare noi, che la Raggi immagini un complotto che preveda pure di mandare i romani ai seggi facendo loro fare lo slalom tra i cumuli di rifiuti e segnare, così, la definitiva ingloriosa fine della sua gestione di Roma.

L’opposizione, ovviamente, approfitta della situazione per incassare qualche consenso. Prova a fare la voce grossa perché ha bisogno di far dimenticare le proprie gravi storiche responsabilità assunte e perpetuate quando la città è stata governata dal centrodestra e dal centrosinistra. Tutte, ma proprio tutte, le precedenti amministrazioni hanno seguito la politica della gestioni dei rifiuti come se Roma fosse stata la capitale di un paese in via di sviluppo. Intanto, gli amici degli amici si sono arricchiti con il trasporto dell’immondizia verso termovalorizzatori del nord Italia e all’estero o verso altre discariche.

Non intervenendo con l’utilizzazione delle numerose tecnologie disponibili che oggi consentirebbero uno smaltimento più veloce, più efficace, meno costoso e più remunerativo per le tasche dei romani, hanno provocato alla Città eterna un duplice danno: impegnato grandi cifre per il trasporto dei rifiuti e lasciato che altri lucrassero sulla loro possibile utilizzazione, ad esempio,  per produrre energia.

Un capolavoro!

Anna Maria Pitzolu