Una frase più infelice non potevamo sentirla uscire dalla bocca di un Ministro della Repubblica italiana. E per di più da quello degli esteri che si presuma tenga sempre presente nei rapporti con gli altri paesi la questione del Diritto. E invece gli abbiamo sentito dire – in relazione all’avvicinamento della Flotilla verso Gaza, proprio nel momento in cui venivano abbordate le prime barche dalle forse israeliane, che “il Diritto conta fino ad un certo punto”.

Con due svarioni insiti in quella frase collocata nel contesto del ragionamento in corso sulla legittimità dell’intervento dei militari d’Israele. Il primo, perché Tajani intendeva sostenere che trattandosi di zona di guerra ( detto tra parentesi, la guerra -o meglio il massacro dei palestinesi – è in corso ad oltre 140 miglia marine dal punto del Mediterraneo dove Israele ha deciso arbitrariamente di fissare sue acque territoriali che, poi, in realtà sono anche acque palestinesi trovandosi di fronte alla Striscia di Gaza. E Tajani non sa che anche le guerre prevedono l’applicazione di un Diritto, a partire dalla prima Convenzione di Ginevra che risale addirittura al 1984. E poi sono venuti numerosi ulteriori suoi aggiornamenti a partire dal 1949. Anche in guerra nessuno può fare ciò che gli pare.

La verità è che conosciamo molto bene la posizione del Governo Meloni – e di Tajani – e così, ancora una volta, secondo loro, il rispetto pieno ed assoluto del Diritto va preso a piccole dosi omeopatiche, a seconda delle convenienze e degli amici coinvolti. Questo, purtroppo, non vale solo per le vicende internazionali …

 

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