“Ma quanti palestinesi devono ancora morire perché tu sia soddisfatto e finalmente la smetta?”. E’ la domanda che Nanni Moretti ha rivolto al Primo ministro israeliano, Natanyahu. E intanto, in Israele, la gente continua a scendere in piazza chiedendo:  “Mi dica, signor Primo Ministro: come fa ad addormentarsi la notte e a svegliarsi la mattina? Come fa a guardarsi allo specchio sapendo che sta abbandonando 58 ostaggi?”. E’ quello che domanda, in particolare, Einav Zangauker, la madre dell’ancora prigioniero di Hamas Matan Zangauker.

Domande poste, dunque, da prospettive diverse, e che sempre di più si levano da tutte le parti del mondo mentre continua un’opera di genocidio e di pulizia etnica che fa riflettere su come le cose della vita possano far sì che i nipoti delle vittime diventino carnefici a loro volta.

Siamo oltre a ciò che Hannah Arendt  definiva la “banalità del male” nel corso del processo ad Adolf Eichmann, il quale sosteneva di aver burocraticamente obbedito agli ordini. Netanyahu non potrà mai usare la stessa, ma inutile, linea di difesa perché è lui ad ordinare.  E la storia comunque unirà la condanna per lui a quella per coloro che lo lasciano fare…

 

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