Un’amara ironia suscitano quelle voci che circolano sulla possibilità che venga tassato l’oro degli italiani. Al di là del fin troppo facile richiamo dell’oro donato alla Patria – per combinazione nel dicembre 1935 – richiesto da Mussolini per finanziare la guerra d’Etiopia, c’è da chiedersi in quali condizioni c’hanno messo tre anni di governo Meloni. Tre anni nel corso dei quali la tanto criticata Europa c’ha destinato i finanziamenti del Pnrr. E senza quei soldi Meloni e Giorgetti c’avrebbero tolto persino le mutande?
Ci chiederanno conto dei gioielli di famiglia? E se non troveremo lo scontrino dell’acquisto fatto dalla nonna di una catenina, dell’orologio o del lingottino d’oro ci faranno pagare il 26% del valore del regalo al nipotino?
Uno sconcio! Che, se guardiamo bene, toccherà soprattutto i poveri. Quelli che quando vanno a vendere i loro preziosi dai “Compro oro”, o lo porteranno al Monte dei Pegni perché sono alla canna del gas, si vedranno decurtare il ricavato per la tassa che si vorrebbe introdurre con questa Finanziaria che si potrà davvero definire la tassa della miseria.
Banche, malavitosi, investitori finanziari, usurai non avranno mai gli stessi problemi e, male che vada, se proprio l’oro dovrà essere fatto sparire, torneranno in auge gli “spalloni” che per decenni hanno passato le Alpi per far sparire i capitali.
Il Governo forse sta peggio di come ci hanno raccontato finora al grido ” tutto va bene, madama la marchesa”. Qualcosa scricchiola come rivelano gli ultima dati di Banca d’Italia resi noti con l’ultima pubblicazione “Finanza pubblica: fabbisogno e debito”. A settembre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state in diminuzione del 3,6% (1,4 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2024. E guarda caso, in coincidenza con la diffusione di questi dati, visto come è schizzato davvero all’insù il valore dell’oro ci si afferra pure a questa ciambella di salvataggio per provare a lucrarci sopra. Sapendo benissimo che ci rimetteranno solamente i poveracci.
Secondo stime di massima, il giro d’affari dei “Compro oro”, sorti come funghi negli ultimi 15 anni, è valutato attorno ai sette miliardi di euro. Un altro miliardo è quello che sembra essere quello dei Monte dei Pegni – fondati a suo tempo dai francescani per aiutare, e non per per prendere definitivamente per il collo i disperati – con centinaia di migliaia di polizze annue accese o rinnovate.
Il timore è che alla fine – come accadde per le fedi donate a Mussolini – saranno solo i più “ricattabili” -cioè i poveri – a pagare questa scellerata tassa nel caso fosse davvero introdotta. ![]()