La captale dell’Italia – appena superata qualche difficoltà, organizzativa, tra gli internazionali di tennis e le partite di calcio – è viva e vegeta; lo dimostra con un notevole evento: la nascita ufficiale del Museo del Tevere, cui compartecipano i più antichi circoli canottieri, in ordine storico il Tevere remo, l’Aniene, Roma, Lazio e Tirrenia Todaro. L’originale idea nasce in modo geniale dall’ingegner Marcello Scifoni, dal giornalista Enrico Tonali e dallo storico Giuseppe Lattanzi che sono fondatori dell’associazione Museo del Tevere, presieduta da Scifoni.

La “casa del Tevere” sarà inaugurata in pompa magna alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri, avendo l’amministrazione capitolina offerto in comodato d’uso un casale dell’800 ai piedi di Monte Mario, nel pomeriggio di martedì prossimo. Saranno esposti antichi barchini in legno pregiato (c. d. yole) ed una mostra fotografica “cinquant’anni d’amore per Roma”, curata da G. Dipiazza.

Il Tevere nasce a Monte Fiumaiolo, terzo fiume per lunghezza e portata annua, media, attraversa quattro regioni e bagna ben 82 territori comunali, sfociando nel Tirreno a Roma- Fiumicino. Per la sua bellezza naturalistica e come luogo simbolo del potere imperiale, politico, militare ed ecclesiastico, è stato decantato tra il sacro e il profano, tra devozione e paganesimo, fonte di ispirazione artistica – vedi 2roma capoccia” di Antonello Venditti- e poetica per innumerevoli autori: da Virgilio nell’Eneide ad Orazio di Venosa nelle “Odi” e Ovidio in “Metamorfosi”, da G. G. Belli a C. Pascarella, da Pirandello a P.P. Pasolini nella “profezia”, quando sconfinò drammaticamente con la sua, travagliata esistenza – dopo la sua ultima cena Al biondo Tevere, storico ristorante all’Ostiense, che lo ospitava solitamente, oltre a indimenticabili riprese del film Bellissima ed altri, nazionali e internazionali.

Vanno segnalati e apprezzati i considerevoli meriti di detta, illustre iniziativa, quali: a) creare una sorta di forum ambientalistico, sportivo e letterario che arricchisce, ulteriormente, il già vasto panorama delle attività socio-culturali capitoline; b) consolidare i rapporti sociali, istituzionali e tra il “popolo dei canottieri” tiberini; c) rammentare, richiamare l’attenzione e rievocare la storia millenaria del fiume al centro della città, le mille storie, narrate da poeti, scrittori ed artisti, vissute quotidianamente con gioia o finite in tragedia (Er barcarolo va controcorrente”), custodendone la memoria e proponendola con innovativi strumenti tecnologici alle giovani o meno generazioni.

In buona sostanza, si tratta di una “buona prassi” che costituisce un esempio di collaborazione tra le istituzioni pubbliche, le associazioni sportive dilettantistiche e cittadini legati alla propria comunità, tutti impegnati per il fiume, come bene comune da salvaguardare, vivere e sviluppare in modo sostenibile.

Michele Marino

(già presidente ASSTRAI, Ass.ne Salvaguardia e Sviluppo Tevere, Trasimeno e Acque Interne,Roma 1982)

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