Lo sappiamo, “Capitan Fracassa” segue da tempo lo spudorato metodo trumpiano della politica rozza e volgare. E del resto, lui pensa che è quello il modo per essere ascoltato ed evitare che il primo Vannacci di passaggio gli sfilacci una base elettorale smarrita e disorientata. Come lo sono i quadri intermedi della Lega che si sono ritrovati quasi a rincorrere xenofobi e neofascisti di mezza Europa, in barba al proclamato antifascismo della prima ora dei tempi di Umberto Bossi.

E mentre ci sono altri temi cogenti davvero sul tavolo, ritorna ad indicare nella questione dei migranti uno dei temi centrali del Paese. Soprattutto, a sentirlo, davvero dovremmo esclamare “mamma li turchi”. E si perché c’è il pericolo islamico. Ignorando bellamente che ci arriva di tutto. Dai copti etiopi, agli animisti e ai cristiani africani.

La cosa che colpisce è che lo fa proprio nel giorno in cui vengono fuori i dati di quanti sono gli italiani che migrano. Più degli immigrati che arrivano.

Un fenomeno letteralmente esploso sotto il Governo di cui è tanta magna pars proprio il leader leghista.

E questo dato richiama due riflessioni, molto più serie di quella del Capitano. Primo, per noi è una perdita duplice. Si è speso per formare i nostri giovani e la loro risorsa è perduta. Attirati come sono da più opportunità e salari più alti all’estero. Secondo, i nostri migranti si aggiungono ai componenti di quella “seconda” Italia formatasi nei paesi di tutto il mondo dove pare siano presenti circa 60 milioni tra italiani che si sono trasferiti e figli, nipoti e pronipoti di chi è migrato nel corso degli ultimo secolo e mezzo. Un’italianita di cui Salvini si occupa a mala pena solo quando, in occasioni delle elezioni, anche loro vanno al voto nei cosiddetti collegi esteri.

Per il resto sono dimenticati mentre sappiamo di tutti i problemi che devono affrontare per uno Stato che si occupa della Nazione solo a chiacchiere. Un tema, quello degli italiani all’estero su cui ritorneremo.

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