Dal 5 al 7 Marzo si è tenuta in India l’edizione 2026 del “RAISINA DIALOGUE”, la principale conferenza indiana su geopolitica e geoeconomia, che si tiene ogni anno a Nuova Delhi dal 2016. Organizzato dall’Observer Research Foundation in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri, questo evento di tre giorni riunisce leader globali, politici, accademici, esperti del settore e giornalisti per discutere di questioni internazionali critiche (CLICCA QUI).

Il concetto che definisce lo spirito dell’evento è “SAMSKARA”, termine sanscrito (letteralmente «fattore purificante»)che nella sua essenza più profonda, è uno strumento di civiltà, una dichiarazione di continuità. È l’eredità di significato che permette alle società di affermare la propria verità, accogliere le proprie contraddizioni e progredire attraverso il perfezionamento. Una sfida impegnativa che vuole essere all’altezza del cambiamento di epoca che stiamo vivendo. Nel video di presentazione si afferma infatti che le civiltà non devono essere costruite solo con la forza, ma che possono resistere solo grazie al “SAMSKARA”. Sempre nello stesso video si afferma che la missione del”RAISINA DIALOGUE”  è semplice: focalizzarsi sulle più pressanti sfide dei nostri tempi. Il Primo Ministro greco Mitsotakis ha dichiarato che: ”Il Raisina Dialogue ci assicura una nuova Agorà”. Il Primo Ministro indiano Modi ha affermato che il Mondo ha fiducia e crede nell’India.

Potremmo dire che l’evento è stato tutto all’insegna del Multilateralismo, visione di cui l’India è sicuramente campione, concetto che vuol significare dialogo con tutti, anche, o meglio, soprattutto con chi la pensa diversamente. A riaffermare la centralità del Multilateralismo, è stato l’ospite d’onore, il Presidente finlandese Alexander Stubb, che ha tenuto un importante discorso geopolitico, sostenendo che l’ordine mondiale guidato dall’Occidente sta finendo a causa dello spostamento del potere globale verso il Sud del mondo (CLICCA QUI -si può attivare la traduzione simultanea in italiano). Ha affermato che una sfera da demolizione sta distruggendo tutte le istituzioni mondiali, e che quindi l’ordine mondiale basato su regole sia finito, ma ha poi sostenuto che le scelte strategiche dell’India potrebbero plasmare il sistema internazionale emergente. Sia che si voglia chiamare non allineamento o multi allineamento, la realtà è che l’India ha sviluppato relazioni in molte direzioni (vedi BRICS). Ha chiesto di conseguenza riforme delle istituzioni globali, tra cui, in primis, un seggio permanente per l’India nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ma anche due per l’Africa e uno per il Sud America. Ha poi auspicato che, come lo Statuto delle Nazioni Unite fu stilato a San Francisco, il nuovo Statuto dovrebbe essere stilato a New Delhi. La sua tesi è che stiamo per vivere un momento simile a quello che aveva seguito le due guerre mondiali e anche la guerra fredda, e che quindi dobbiamo prepararci a gestire il dopo dei conflitti.

Un mio parere personale è che Stubb sia stato inviato in India come operazione simpatia dell’Europa in cerca di alleanze nuove: di recente è stato firmato un trattato di cooperazione tra Europa e India a molti livelli dopo decenni di trattative.

Massimo Brundisini

 

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