Come in economia la moneta cattiva scaccia quella buona, la politica peggiore s’impone a danno di un’altra, possibilmente migliore. Anche in Italia stiamo scopiazzando Donald Trump.
Non appena al Presidente americano non vanno bene le cose a cui ha legato le proprie promesse elettorali e la propria faccia, s’inventa qualcosa per sparare ordigni da distrazione di massa.
Restano tutti in sospeso i suoi grandi successi con Putin e, allora, manda la Guardia nazionale a Washington per fare vedere che lui, sì, sa riportare l’ordine in una città che, comunque, ha la sua polizia e i suoi strumenti d’intervento per salvaguardare l’ordine pubblico. E intanto sorvola sulle sparatorie che si ripetono dentro e fuori le università, le scuole e i supermercati. Perché quei fatti lo costringerebbero a riflettere sulla violenza diffusa dappertutto – sempre stata presente negli Usa – e favorita dalla facilità con cui si possono acquistare le armi.
Ma la stessa tecnica della distrazione di massa non è trascurata dal nostro Governo. A fronte di una estate che fa sentire come non mai i problemi economici a moltissimi italiani costretti a disertare i lidi più cari e a ridurre i giorni della sudata vacanza, a Palazzo Chigi e dintorni s’inventano lo sgombero del Leoncavallo di Milano. Un mito del passato, ignorato dai più e, tra l’altro, oramai quasi deserto.
Ma questo serve a riempire giornali e telegiornali di spazi che riducono quelli da dedicare a ben altro. Ad esempio, alle controverse posizioni – tendenti più alla pavidità e all’ambiguità- assunte sui tanti drammatici fatti che succedono nel mondo da un pezzo a questa parte.
Emblematici i casi di Gaza e delle trattative con Putin. Sui primi è ovvio che non si vuole bere il calice amaro – richiesto dalla maggioranza degli italiani- dell’assunzione di una posizione molto più ferma con Netanyahu e il suo governo. Un atteggiamento verso gli alleati politici che stona con la fermezza – le va riconosciuto- con cui Giorgia Meloni si è schierata contro l’invasione russa ed ha mantenuto la linea di sostegno a Zelensky. Due pesi e due misure che gli italiani stanno abbondantemente notando.
Sul caso ucraino, anche lei – e i suoi portavoce che partecipano ai talk show – sono costretti a credere a tutto quello che racconta Trump il quale, invece, al momento si defila perché non riesce a convincere Putin, ma è costretto a non contrariarlo troppo. E lo sgombero del Leoncavallo – lo stesso non è avvenuto con i neofascisti di Casa Pound che da decenni occupano illegittimamente un intero edificio di Roma – è giunto a puntino dopo che l’Amministrazione Usa ha fatto il bello e il cattivo tempo sui dazi. Disinteressandosi del tutto di quella Meloni che doveva fare da “pontiera” con l’Europa grazie ai suoi buoni uffici personali intrattenuti con Trump.
Andate avanti così che a noi ci viene da … piangere!![]()