Cresce il numero degli studi sulla possibile influenza dei cambiamenti climatici sull’economia e la finanza. Sempre più esplicito diviene l’avvertimento agli analisti sul fatto che i loro modelli rischiano di andare a gambe in aria se non cominciano ad inserire la questione clima.
L’ultimo grido d’allarme viene dagli studiosi dell’Università di Exeter secondo i quali modelli economici imperfetti utilizzati al momento potrebbero portare a un crollo finanziario globale, paventando una definitiva crisi del capitalismo.
Purtroppo, ricordano gli esperti, anche i governi non considerano che, andando verso una crescita delle temperature globali del 2%, aumentano i rischi di disastri meteorologici estremi e sottovalutano la loro continuità nel colpire sempre più vaste aree del Pianeta. Fino ad oggi, investitori, imprenditori e pubbliche autorità hanno messo nel conto solamente un possibile rallentamento della crescita economica facendo riferimento – e contando – su di un graduale aumento delle temperature medie. Ma oggi – viene ricordato – siamo andati oltre il “punto di non ritorno” perché sono fallite – perché non adottate – tutte le strategie per mantenere la crescita media delle temperature all’1,5%.
I ricercatori dell’Università della Cornovaglia fanno notare che i modelli oggi adottati “presuppongono che il futuro si comporterà come il passato, nonostante la combustione di combustibili fossili stia spingendo il sistema climatico verso territori inesplorati”. Essi fanno riferimento alle conseguenze del collasso delle correnti atlantiche critiche ed al peggioramento delle condizioni della calotta glaciale della Groenlandia, foriere di grandi conseguenze globali, destinate a colpire duramente l’intera economia mondiale.
Il Dott. Jesse Abrams dell’Università di Exeter presentando il rapporto ha dichiarato: “Per le istituzioni finanziarie e i responsabili politici, si tratta di una fondamentale interpretazione errata dei rischi che corriamo. Stiamo pensando a qualcosa di simile al crollo del 2008, ma a uno da cui non possiamo riprenderci altrettanto bene. Una volta che avremo un collasso dell’ecosistema o del clima, non potremo salvare la Terra come abbiamo fatto con le banche”.