Fa persino una certa imbarazzata tenerezza Giorgia Meloni quando, arrampicandosi sugli specchi, per non dire come si schieri veramente, rinnega le posizioni di gioventù e prova a mistificare lo stato delle cose. A suo avviso non è venuto ancora il tempo per il riconoscimento dello Stato della Palestina. Con la paradossale affermazione che non si riconosce uno stato che non esiste. Paradossale perché tutti conosciamo la storia …
Eppure, anche lei ha parlato di lavorare all’ipotesi dei “due stati”. Ed ha pure lei ricevuto a Palazzo Chigi Mahmoud Abbas che, se nascesse domani, quello Stato guiderebbe. Strane contraddizioni.
Peccato, inoltre, che sui circa 200 paesi componenti le Nazioni Unite, ben 147 quello Stato hanno già riconosciuto. Non hanno i tempi biblici di una che, invece, in gioventù frequentò quella sezione missina di Colle Oppio a Roma che si distingueva per il sostegno alla lotta dei palestinesi.
Se non ora quando? Verrebbe da dire riprendendo il titolo del bellissimo libro di Primo Levi che di oppressione e distruzione di un popolo se ne intendeva.
Cosa c’è altro da aspettare giacché il disegno di Israele è quello di cancellare quella palestinese come entità potenzialmente statuale e l’unica in grado di assicurare che le relazioni tra lo Stato ebraico e i suoi “ospiti” vissuti con odio – che finisce inevitabilmente per essere ricambiato – ma anche con i vicini dell’intera area mediorientale, possano finalmente andare oltre la sola ostilità.
Come da giovane si abbandonava all’ideologia, così oggi Giorgia Meloni, anche in questo caso, guarda esclusivamente agli interessi dei suoi alleati, ideologici e di potere, quali sono Netanyahu e Trump. Tutto il resto non conta. E nonostante gli italiani, lo si avverte ascoltandoli per strada, ma lo rilevano anche i sondaggi, dicono, nella pressoché totale maggioranza, basta a quel che succede a pochi passi da noi, al di là del Mediterraneo.
Bisognerà che la gente intellettualmente onesta, quella fatta da donne e uomini, da madri e padri, magari da quelle e quelli che si dicono cristiane e cristiani, si ricordi il giorno del voto delle tante foto di lei sorridente con Netanyahu e dell’acquiescènza verso tutto ciò che egli ha messo, e continua a mettere in atto per fare sì che i palestinesi il loro legittimo riconoscimento non possano raggiungerlo mai. ![]()