C’è un uomo al di là dell’Atlantico che non sta tanto bene. E finisce per togliere sempre il tappeto sotto i piedi ad una donna al di qua dell’Atlantico. Giorgia Meloni non aveva quasi terminato di provare a fare l’equilibrista sulla questione Groenlandia che Trump ha pensato bene di annunciare nuovi dazi contro i paesi europei che già hanno inviato un po’ di truppe nell’isola danese. Poche davvero, ma il messaggio è arrivato forte e chiaro alla Casa Bianca.
E tutto questo mentre due cose accadevano. Probabilmente, hanno contribuito a provocare l’uscita adirata del Presidente americano. La firma in Paraguay dell’accordo di libero scambio tra Europa e i paesi del Mercosur – i più popolati dell’America latina – con la creazione di un enorme mercato di 700 milioni di persone, e la presenza “bipartisan” di parlamentari democratici e repubblicani in Danimarca per fare il controcanto al loro Presidente. Proprio da lì, gli hanno ricordato che esiste il Congresso.
In Italia non sono mancate le cialtronate. Come quelle dei leghisti che si sono detti contenti per i dazi imposti agli europei, ad esclusione dell’Italia e di quelli che finora non si sono pronunciati sulla Groenlandia. Dimenticando, però, che è l’Europa ad aver competenza sui dazi. Quindi, forse, noi non li subiremo, ma dovremo comunque applicare quelli decisi da Bruxelles a carico dei prodotti importati dagli Stati Uniti, con le inevitabili conseguenze.
Becchi e bastonati. E continuando a non prendere atto che, se negli Usa la politica di Trump è sgradita al 75% degli intervistati – come ha detto a Copenaghen la senatrice repubblicana americana Lisa Murkovsky – in Italia gli va ancora peggio. Adesso, Giorgia Meloni deve solo fare gli scongiuri in attesa della prossima puntata messa in scena dal suo alleato della Casa Bianca che ogni volta le toglie il tappeto da sotto i piedi . ![]()