La Commissione europea smentisce i toni trionfalistici del Governo italiano perché i dati dimostrano che la nostra economia è quella che soffre di più tra i 27 dell’Unione. Previsto che saremo in penultima posizione per i ritmi di crescita nel 2026 e ultimi nel 2027. Si conferma che l’unica vera boccata d’ossigeno per la nostra economia viene dal Pnrr.

La Ue taglia ancora le stime di previsione: la crescita, nel 2025 non sarà dello 0,7%, bensì dello 0,4. E per l’anno prossimo si parla di uno 0,8 invece che del preannunciato 0,9. Peggio di noi sta solamente l’Irlanda.

Secondo i dati europei, tutti gli altri 26 paesi europei godranno di un “rimbalzo” di cui resterà a bocca asciutta l’Italia. Del resto, anche da Bruxelles si ricorda come ci sia un continuo calo della produttività e l’andamento non cambierà nel corso di quest’anno che resta.

I mali segnalati sono gli stessi che il Governo ha davanti da un pezzo. Cala l’export e stanno crescendo le importazioni e questo significa un ulteriore indebitamento netto del Paese. Contemporaneamente, si registra che le famiglie non spendono. Anche perché i costi del carrello della spesa sono aumentati molto più del dato ufficiale dell’inflazione. I salari non crescono e neppure c’è un calo della pressione fiscale. Previsto che a fine del 2025 il rapporto debito/PIL è previsto al 136,4 per cento, per poi salire al 137,9 per cento nel 2026 e ridursi al 137,2 per cento nel 2027. 

C’è poco da continuare ad autoesaltarci. Delle due l’una: o si va avanti come degli irresponsabili o come dei furbastri che pensano davvero che le chiacchiere siano in grado di cambiare un’amara realtà.

L’unico elemento positivo è il contenimento del debito, ma che se non è accompagnato da investimenti in innovazione e sviluppo rischia di diventare un dato contabile, importante, ma che non muta le condizioni reali del Paese.

 

 

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