Ci sono momenti storici straordinari in cui qualche avvenimento ci costringe a ripensare e rimettere in gioco certi valori che pensavamo intoccabili. L’affermarsi di grandi uomini politici e di cultura, le grandi guerre mondiali, le rivoluzioni industriali, la scoperta di nuove forme di energia, le grandi scoperte tecnologiche e geografiche, i grandi avvenimenti politici ed economici, le grandi pandemie, hanno fatto nascere movimenti sociali che hanno influenzato la vita delle persone e della società : l’abolizione della schiavitù, il femminismo, i movimenti socialisti, i movimenti per i diritti civili, i movimenti indipendentisti, i movimenti ambientalisti e i movimenti  che lottano contro la fame nel mondo.

La pandemia da Coronavirus quali cambiamenti porterà nella società? Tutto tornerà come prima? Ci sarà più cura dell’ambiente o meno cura?  Più Europa o meno Europa? Più solidarietà o più individualismo?

Tra questi vari interrogativi quello più interessante è quello collegato alla questione ambientale, anche perché sembra esistere una stretta correlazione tra corona virus e ambiente.

La pandemia da Coronavirus è apparsa poco più di tre mesi fa provocando più di 300.000 morti e si sta diffondendo in tutto il mondo “previlegiando” le zone più sviluppate e inquinate del pianeta. Sembra ormai provato lo stretto   rapporto tra diffusione del COVID 19  e il degrado ambientale, misurabile attraverso  cambiamenti climatici, inquinamento atmosferico e diffusione delle polveri sottili , come è provato che   il principale colpevole di questo degrado ambientale sia la produzione di energia in qualsiasi forma utilizzando   i combustibili fossili. Che fare?

Alcuni ritengono che, a valle dell’attuale emergenza,  occorra accantonare i problemi ambientali e concentrarsi sulla ripresa economica, procrastinando la soluzione dei problemi ambientali stessi. A mio parere  questo porterà nel medio termine ad un ulteriore peggioramento delle economie,  anche rispetto alla situazione attuale, pur segnata dalla   chiusura parziale delle attività economiche a causa  del Coronavirus.

Le misure economiche prese dopo il corona virus  confermano queste pessimistiche previsioni.  Ogni paese tende ad indebitare maggiormente il proprio futuro ed il futuro delle nuove generazioni : gli aiuti ed i finanziamenti sono distribuiti a pioggia senza prevedere priorità di investimento.

Attualmente, con il blocco delle attività e con il conseguente drastico calo nell’utilizzo di combustibili fossili, si assiste ad un sensibile  miglioramento della qualità dell’aria; nonostante questa evidenza, le lobbies economiche , quelle maggiormente  responsabili del peggioramento delle condizioni climatiche , sono impegnate a far dimenticare ogni emergenza ambientale per ottenere vantaggi economici a proprio esclusivo vantaggio.

Di converso molte parti della società civile, si battono per abbattere le cause ambientali che hanno originato la pandemia di corona virus. Tra queste, alcune inoltre  ritengono  che occorra riesaminare l’attuale modello di vita per andare verso sistemi economici più sostenibili e umani.

E’ il momento per darsi  delle vere priorità, la lotta alla povertà, la riforma del welfare e il risanamento dell’ambiente. Particolarmente importante è la lotta all’uso massiccio dei  combustibili fossili che sono alla base dei cambiamenti in negativo del  clima.

I combustibili fossili finora hanno fornito circa l’80% del consumo energetico mondiale ; occorre accelerare la produzione  di energia pulita in grado di sostituire il carbone e il petrolio. La strada è iniziata anche se ne resta un lungo tratto da percorrere.

Secondo l’AIE (Agenzia Internazionale dell’Energia) entro il 2040 il 40% della domanda di energia sarà soddisfatta dalle energie rinnovabili in particolare da quella eolica e solare e anche gli studi di Bloomerg New Energy Finance (BNEF) hanno confermato il boom di fonti rinnovabili negli ultimi anni affermando che l’energia verde arriverà entro il 2050 a soddisfare il 50% della domanda elettrica mondiale a parte alcune nazioni, tra cui la Germania, che arriveranno a coprire entro il 2025 con le energie rinnovabili il 70% della produzione energetica.

La transizione globale verso il 100% di energia verde (eolica, idraulica, solare) è attuabile sia tecnicamente che economicamente. Un buon esempio di politica di risanamento ambientale è quello dell’Unione Europea: il piano europeo di economia sostenibile.

A Dicembre 2019 è stato presentato L’European Green Deal ,una strategia di economia sostenibile. L’Unione Europea mette a disposizione 1000 miliardi di euro per una transizione green  dell’Europa e nuove opportunità di lavoro e investimenti per cittadini e imprese. Al centro degli interventi una edilizia sostenibile che prevede l’ammodernamento degli edifici sul piano energetico, sistemi di trasporto innovativi, la riduzione e il riciclo dei rifiuti per una nuova economia circolare, un piano di ripresa economica che non tradisca la lotta climatica e il risanamento dell’ambiente.

Mentre si fanno questi piani e, ad esempio, l’uso del carbone è crollato in molte parti del mondo  ,  in Cina si assiste ad un forte aumento dell’uso del carbone stesso, e gli Stati Uniti d America confermano la loro uscita dai piani a suo tempo firmati per il miglioramento climatico del mondo, seguiti purtroppo da altre importanti economie . Occorre una grande mobilitazione su questi temi!

Oggi disponiamo di modelli di riferimento che dimostrano come sia possibile realizzare soluzioni che tutelino il clima e al tempo stesso combattano la povertà e la disoccupazione. Una lotta contro la crisi ecologica, per una nuova economia, un nuovo sistema energetico, una lotta per la salvaguardia delle terra, una lotta per l’acqua, la sovranità alimentare e i diritti umani.

Bisogna cercare alleati, fondere movimenti ambientalisti e movimenti che combattono contro la povertà. Non possiamo permettere che tutto  torni come prima, bisogna tornare a produrre ma non come prima!

Tornare come prima significa ripristinare le condizioni ambientali ed economiche che hanno dato origine al corona virus. Fino ad oggi le uniche risposte strategiche che sono state date all’emergenza da corona virus, a parte la quarantena, i divieti di spostamento, l’obbligo delle mascherine, la chiusura delle attività economiche, sono venute dai sindaci che intendono adottare sistemi di trasporto più puliti, piste ciclabili ecc. mentre i finanziamenti alle aziende sono finalizzati solo alla riapertura e alla ripresa economica.

Non  sarebbe stato meglio, ad esempio, anziché finanziare una massa di interventi a pioggia, concentrare  i finanziamenti  pubblici  su  interventi per  migliorare l’impatto ambientale del sistema industriale  o per diversificare e/o ridurre i consumi di energia.  Occorre creare una economia circolare che recupera, ricicla e consuma meno risorse e meno energia!

Il mondo è malato e in particolar modo il cristiano deve affrontare le conseguenze del corona virus non con la paura  ma con fede e amore (con le dovute precauzioni).

L’Enciclica “Laudato si” ci indica la strada e i cattolici devono  essere in prima linea per combattere sì il corona virus ma  cogliendo l’occasione per edificare un mondo più giusto, pulito e solidale ed impedire quindi  il ritorno di altre pandemie.

Cercando anche di risvegliare molti dormienti, che siano  verdi, sardine, ecologisti in genere ma anche una parte del mondo cattolico che pare disattento a questi temi.

Maurizio Angellini