Dà il proprio nome ad una nuova classe di corazzate della US Navy.  Ovviamente, dice il Presidente Trump, si tratta di armamenti che il mondo non ha mai visto.

Trump ha anche deciso di richiamare dalle loro sedi, e con effetto immediato, 30 ambasciatori. Si tratta di diplomatici di professione, non di quelli di nomina politica che ogni Presidente sceglie o per amicizia o per ricambiare i finanziamenti ricevuti per la campagna elettorale. E sempre per ciò che riguarda la politica estera, è giunta pure la nomina di un incaricato speciale per la Groenlandia, terra considerata dall’inquilino della Casa Bianca un affare americano. Anzi, un punto cruciale per garantire la sicurezza nazionale. Che la più grande isola del mondo voglia restare danese con ampie garanzie d’autonomia a lui non interessa.

E per non farsi mancare niente nel farsi considerare uno dei più decisi avversari dell’Europa e delle sue regole è giunto persino a negare il visto a Thierry Breton, già componente la prima Commissione europea guidata da Ursula Von der Leyen, reo di aver introdotto le norme a tutela e regolazione del mercato e dei servizi. Continua così la battaglia a favore delle multinazionali americane che vorrebbero trasformare l’Europa in un libero terreno di caccia e di sfruttamento.

Insomma, questo 2025 Trump lo chiude in anticipo con i suoi fuochi artificiali, e senza neppure aver esagerato con lo champagne, per reagire ad un calo di sostegno che rischia di vederlo in cattive acque in vista delle elezioni di “midterm” del prossimo anno. I suoi fuochi d’artificio, infatti, li spara nel pieno della bufera provocata dal caso Epstein e all’immediato ridosso di bruciati sconfitte elettorali che confermano il suo precipitare nel consenso degli americani.

 

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