Un Natale da temperature mediterranee o, addirittura, da Nord Africa. Ma la notizia colpisce perché lo scorso 25 dicembre, invece, quasi 20 gradi  sono stati registrati in Islanda dove di solito, in questa stagione, si parla di almeno un grado sotto lo zero, quando va bene.

Il Servizio meteorologico islandese ha spiegato il fenomeno con lo stazionamento sull’isola di un’aria calda di origine tropicale sovrastava il Paese e con l’alta pressione che impediva  l’ingresso di aria più fredda. Ma si sa che l’Islanda è una delle zone del mondo dove gli effetti dei cambiamenti climatici, e dell’aumento delle temperature, si fa davvero sentire.

Lo scorso maggio sono state registrate ondate di calore in tutto il paese con temperatura più alte della media stagionale. Il 94% di tutte le stazioni di rilevamento ha registrato temperature record a maggio fino a toccare i 26,6 °C constatati all’aeroporto di Egilsstaðir, nell’Islanda orientale, il 15 maggio. Un altro fenomeno rilevatore è quello delle zanzare che adesso frequentano l’Islanda perla prima volta nel corso dei secoli passati. Con l’Antartide, infatti, l’Isola deteneva il primato dell’assenza di insetti.

Tanti segnali che i “negazionisti” dei cambiamenti climatici non von vogliono accettare ma che ci sono come quelli sui dati che ci dicono che l’intera regione artica si sta riscaldando ad un ritmo quattro volte superiore a quello del resto del pianeta. I ghiacciai si riducano e in mare sono stati trovati pesci provenienti da climi più caldi e meridionali, come lo sgombro.

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