Concludiamo l’intervento di Alfredo Anzani sulla sanità italiana dedicata ai medici di famiglia e ad alcuni esempi di medicina del territorio. Dopo la prima ( CLICCA QUI ) d’introduzione, è stata pubblicata quella relativa all’umanizzazione dell’assistenza ( CLICCA QUI ) e la terza sulle questioni etiche e della divaricazione tra medicina e sanità ( CLICCA QUI ). La quarta parte è stata dedicata alla Comunicazione, all’Ospedale e il territorio ( CLICCA QUI ). Il contributo di Anzani è stato articolato con il seguente schema:

  • Premessa
  • Introduzione
  • Itinerari educativi:
    • La responsabilità sociale in ambito sanitario
    • La bioetica
    • La comunicazione
    • Ospedale e territorio
    • I medici di famiglia
    • Esempi di medicina territoriale

 

  1. I MEDICI DI FAMIGLIA

 Medici e cure a casa. Cosa non funziona?[1]

 La legge del 1978 dice: «L’ assistenza medico-generica è prestata dal personale dipendente o convenzionato del servizio sanitario nazionale operante nelle unità sanitarie locali o nel Comune di residenza del cittadino».

Tra le due alternative, la scelta è caduta sulla libera professione in convenzione, vuol dire che il lavoro dei medici di famiglia è disciplinato da accordi collettivi triennali sottoscritti dalle loro rappresentanze sindacali e dalla Conferenza Stato-Regioni. Ogni prestazione aggiuntiva deve quindi passare da una contrattazione sindacale.

L’ accordo in vigore prevede che lo studio debba essere aperto cinque giorni a settimana, e il numero di ore dipende dal numero di assistiti: va dalle cinque ore settimanali fino a 500 pazienti, alle 15 per 1.500 assistiti, numero massimo consentito. L’organizzazione delle visite a casa, comunque, poi spetta al medico. La paga forfettaria complessivamente arriva più o meno a 86 euro a paziente. Calcolando che ogni medico ha mediamente 1.200 assistiti, lo stipendio annuo è di circa 104.000 lordi. Le spese a loro carico.

Ogni medico il giorno della laurea giura «di prestare soccorso nei casi d’ urgenza e di mettermi a disposizione dell’ Autorità competente, in caso di pubblica calamità»

Da mesi l’ordine è: potenziare la medicina del territorio.

Nei fatti, però, i medici di base sono considerati dall’inizio una categoria di serie B, per almeno tre ragioni.

1) La borsa di studio dei neolaureati che si iscrivono al corso di formazione triennale per diventare medici di famiglia è di 11 mila euro l’anno, sono soggetti a Irpef e con contributi a carico; mentre quella per chi sceglie il corso di specializzazione è di 26 mila, contributi inclusi e senza Irpef. È evidente che il giovane laureato punterà alla specialità, anche se deve pagare 2.400 euro l’ anno in media di retta universitaria.

2) Ne vengono formati sempre meno di quelli che servono: lo scorso anno (2019) 2.864 medici di medicina generale sono andati in pensione, ma sono solo 1.765 le borse di studio previste; nel 2020 scendono a 1.032 per sostituire 3.493 che quest’anno smettono l’attività.

3) Il finanziamento per i corsi di formazione triennale è di 38 milioni l’anno, la stessa cifra del 1989. Infine la totale mancanza di pianificazione: il concorso per le borse di studio del 2019 si è tenuto solo a fine ottobre 2019, i corsi di formazione dovevano iniziare a marzo 2020, ma a causa pandemia purtroppo sono slittati a fine settembre. Il concorso 2020 si terrà a gennaio 2021.

Che fare?

In attesa dell’attuazione di una riforma vera, interessante è una lucida analisi che viene fatta dal dott. Alberto Scanni, presidente emerito del Collegio Italiano Primari Oncologi Medici Ospedalieri.

Così si esprime:

“Bisogna essere onesti, in questa pandemia il territorio non ha funzionato e ha dimostrato tutta la sua fragilità con conseguente intasamento di Ospedali e Pronto Soccorso. Encomiabile lo sforzo dei medici di famiglia, la loro abnegazione e il loro sacrificio, conclusosi spesso drammaticamente. Ma questa fragilità non la si risolve aumentando semplicemente il numero dei medici, ma con una rivoluzione del sistema assistenziale territoriale. Perché, i protagonisti della assistenza, così come sono incardinati nel sistema, non sono in grado di rispondere ai bisogni. Quindi: mettere in atto tutti i correttivi possibili partendo dalla centralità del paziente (ed è da qui che si deve partire sempre!)  E cosa lui vuole:

  • avere un punto di riferimento nell’ immediato quando sta male,
  • essere visitato il prima possibile in ambulatorio o a casa propria,
  • non avere le segreterie telefoniche che rispondono alle sue chiamate,
  • avere consigli telefonici immediati,
  • essere mandato in ospedale solo quando necessario (in Pronto Soccorso ci va personalmente quando non trova subito una risposta),
  • poter prevenire le malattie.

Allora qualche idea:

  • aumento dei medici di famiglia,
  • maggiore tempo di apertura degli ambulatori dei medici,
  • centri di prevenzione,
  • ascolto rapido e visite in tempi brevi,
  • segreterie telefoniche lo stretto indispensabile,
  • 118 più efficiente e tempestivo,
  • medicina territoriale in rete e collegata in tempo reale con i Pronto Soccorso degli ospedali,
  • protocolli terapeutici/assistenziali concordati tra medici di famiglia e ospedali,
  • istituzione dell’infermiere di quartiere,
  • creazione delle cosiddette “Case della salute” (strutture di primo intervento territoriale con medici, infermieri, assistenti sociali, diagnostica laboratoristica e radiologica di minima),
  • riassorbimento in un unico contratto di lavoro, dei molteplici contratti dei medici (ambulatoriali, di famiglia, ospedalieri, ecc.) e delle altre professioni sanitarie.
  1. ESEMPI DI PROGETTI SUL TERRITORIO

 Basati sui principi di sussidiarietà e di solidarietà.

 Il progetto denominato COMUNITÀ DELLA SALUTE[2], pensato per due ambiti territoriali della provincia di Monza Brianza intende produrre azioni di tipo curativo preventivo, sanitario e socio-sanitario per tutte le persone che hanno difficoltà ad accedere ai servizi, in tutte le fasce di età, coinvolgendo i medici di medicina generale, i Comuni, le Parrocchie, le realtà associative del Terzo settore e della rete Caritas, il mondo produttivo.

 finalità

 Il progetto, oggi ancora più necessario a seguito dell’epidemia Covid-19, si propone di:

  1. assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età, riducendo le ineguaglianze;
  2. rinforzare la resilienza della popolazione in condizione di fragilità socio economica e di coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità, riducendo la loro esposizione e fattori di rischio;
  3. anticipare e individuare situazioni di fragilità e di bisogno che possano coinvolgere anche fasce di popolazione particolarmente esposte (ad esempio: minori, anziani soli, persone non autonome in situazioni di precarietà economica, ecc.);
  4. realizzare azioni di responsabilizzazione e di coinvolgimento attivo dei beneficiari finali (welfare generativo), al fine di aumentare il rendimento degli interventi attuati a beneficio dell’intera comunità;
  5. rafforzare i legami di vicinanza e di supporto anche attraverso processi di mutuo-aiuto;
  6. contrastare condizioni di fragilità e di svantaggio della persona al fine di intervenire sui fenomeni di marginalità e di esclusione sociale;
  7. contrastare le solitudini involontarie, come la quarantena, specie nella popolazione anziana attraverso iniziative e percorsi di coinvolgimento attivo e partecipato;
  8. sviluppare e rafforzare legami sociali, da promuovere sia all’interno di aree cittadine sia extra-urbane disgregate o disagiate;
  9. contrastare le disuguaglianze nella istruzione e nella crescita personale dei minori in situazioni di svantaggio socio-economico.
  10. sviluppare le reti associative del Terzo settore e rafforzamento delle loro competenze, funzionale all’implementazione dell’offerta di servizi.

 obiettivi

  1. prevenzione primaria sia per la cittadinanza in generale sia per le scuole, con particolare attenzione al disagio socio-economico;
  2. sostegno ed auto aiuto per le cronicità e per i famigliari di pazienti in stato di malessere fisico, psicologico e sociale;
  3. facilitazione per l’accesso alla diagnosi, alle cure e alla riabilitazione per le persone in difficoltà socio-economiche;
  4. coinvolgimento attivo della comunità (istituzioni – terzo settore – realtà profit – singoli cittadini Welfare di Comunità) ai fini della sostenibilità futura del progetto.

strumenti ed azioni

 

  • attivazione dei “Punti Salute”, ambulatori gratuiti con medici per visite specialistiche;
  • istituzione di un servizio infermieristico e riabilitativo, anche a domicilio, a favore delle persone segnalate dai Medici di Base, dai Servizi Sociali Comunali e dalle Caritas;
  • attivazione di servizi di prossimità per persone con fragilità, con consegna di farmaci e spesa;
  • attivazione di uno sportello psicologico di sostegno gratuito;
  • promozione di gruppi di auto aiuto;
  • promozione e diffusione di messaggi informativi istituzionali;
  • formazione di sentinelle del disagio, sul modello dei LINK WORKERS, che inviino gli utenti ai servizi territoriali e alla rete di sostegno della Comunità;
  • potenziamento del sistema di cure territoriali con strumenti della telemedicina;
  • sostegno psico-sociale e sanitario alle persone in isolamento;
  • fornitura di adeguati dispositivi di protezione individuale a tutti gli operatori sanitari, socio-sanitari ed i volontari del territorio coinvolti.

perimetro geografico – territoriale

Sono interessati almeno due ambiti territoriali della Provincia di Monza e Brianza.

I territori comunali interessati dalle azioni sono quelli di Macherio, Triuggio, Sovico, Albiate, Verano Brianza, Carate Brianza, Vedano al Lambro, Cesano Maderno, Desio, Lissone, Seregno.

Agli ambulatori possono accedere persone in difficoltà socio-economiche dal territorio di ATS-Brianza e limitrofi.

 Enti coinvolti

Enti del Terzo Settore:

  • Associazione Volontari Sovico;
  • Associazione Amici dell’Unitalsi – Vedano al Lambro;
  • Associazione Banca del Tempo – Macherio;
  • Associazione Felicemente Segui l’Onda – Carate Brianza;
  • Auser – Monza e Cesano Maderno;
  • Caritas Decanale Monza, Lissone e Seregno;
  • Cooperativa Sociale Novo Millennio;
  • Associazione Diritti Insieme – Monza;
  • Lega Italiana Lotta ai Tumori.
  • CADOM Monza (Centro Aiuto Donne Maltrattate)

Comunità Pastorali di Albiate, Biassono, Cesano Maderno, Macherio, Sovico, Triuggio, Seregno.

Comuni di Albiate, Sovico, Macherio, Triuggio, Vedano al Lambro, Verano Brianza, Desio, Lissone, Seregno.

Cesano Maderno.

ATS Brianza (Agenzia Tutela della Salute)

 

AZIONI SPECIFICHE

1. Gruppi di informazione e mutuo aiuto per pazienti ex covid +, diabetici, ipertesi ed altre                      cronicità, inviati ai punti salute dai medici di medicina generale, educazione sanitaria anche per via telematica          da parte di LEGA ITALIANA LOTTA AI TUMORI (LILT Milano)

2.Organizzazione di incontri di educazione all’autogestione, sulla base del programma di educazione                                all’autogestione delle malattie croniche. I gruppi sono condotti da fisioterapisti, tutors, operatori sanitari o                    “laici” (pazienti, familiari o volontari) adeguatamente formati;

3. Organizzazione altri incontri sulle più comuni malattie croniche saranno tenuti in due momenti dell’anno                    dall’associazione ARLI (Associazione Regionale Lombarda Infermieri), con un taglio preventivo ed informativo            di supporto, in particolare per i care givers.

Costi:  educatori, infermieri di famiglia : 25  euro /ora. Ore previste  in un anno:  200

formatori, psicologi: 40 euro/ora. Ore/ anno previste  200

in totale : 5000+8000 = 13.000 euro.

Sostegno e sollievo per famiglie con persone in stato di malessere, sostegno e controllo alle persone in isolamento covid + e covid –

  1. Attività di stimolo e socializzazione per persone con demenza e malattia mentale; proposte formative e di supporto per i familiari con una programmata alternanza di professionisti, anche attraverso interventi domiciliari. Le attività e gli interventi avranno sede presso il “Centro del Sostegno”. Consiste in un luogo fisico di ascolto: si rivolge a tutti coloro che avvertono un disagio psicologico che compromette la loro qualità di vita e/o quella dei loro familiari e che si trovano in situazioni difficili e di difficoltà socio-economiche.
  2. Sportello psicologico per persone sole o in quarantena e genitori che si trovano in difficoltà e che desiderano condividere, comprendere ed affrontare le criticità nella relazione con il proprio figlio rispetto ad una situazione problematica vissuta dal minore, per migliorare la qualità della relazione stessa. Lo sportello genitori è aperto anche a quei genitori che si trovano in difficoltà nell’adattarsi all’arrivo del nuovo nato.
  3. Attivazione in rete le associazioni presenti sul territorio le quali potranno essere considerate vera e propria cura del disagio: pensiamo al CADOM per le donne maltrattate, ad AUSER per il sostegno agli anziani, a Diritti Insieme per i diritti dei migranti, pensiamo a tutti gli enti del terzo settore che si occupano di minori.
  4. Costruzione anche in Brianza del modello triestino delle “microaree”, luogo fisico riconoscibile nel quale infermiere, psicologo, Terzo settore, cittadini, accolgono in modo efficace le persone del quartiere o del vicinato in situazione di disagio.
  5. Attivazione dell’infermiere di famiglia. L’infermiere di famiglia può lavorare a livello comunitario o famigliare: nelle comunità attuando un processo comunicativo pianificato e coordinato con le autorità sanitarie favorendo l’adesione ai comportamenti raccomandati in modo da favorire la capacità di risposta all’emergenza della comunità; a livello individuale e famigliare la relazione (anche per via telefonica o telematica) rappresenta uno strumento terapeutico prezioso in uno scenario in cui molti malati, non solo di Covid, vivono una sensazione di solitudine e abbandono certo, migliorando al tempo stesso la credibilità dei servizi sanitari e la fiducia dei cittadini. Con visite domiciliari di infermieri per aiutare i care givers nella gestione della persona malata. La presenza dello psicologo e/o psichiatra potrà essere declinata anche a domicilio, in accordo con la rete.

 Risultati attesi

  • Riabilitazione psicologica e fisica dei pazienti COVID+;
  • Miglior capacità di sostenere le cure alla persona malata;
  • Miglior senso di sicurezza del care giver;
  • Miglior accrescimento del senso di benessere e risorse personali dopo frequenza del Centro del Sostegno;
  • Creazione dei presupposti per realizzare almeno una “Microarea” sul territorio di Monza e Brianza.

 Indicatori di monitoraggio e relativi strumenti

  • di incontri effettuati;
  • di persone presenti agli incontri(registro)
  • di colloqui psicologici (qualità del supporto ottenuto) (questionario ex ante-post)
  • di accessi dell’infermiere e dei riabilitatori

Tempi previsti.: attivazione dei servizi infermieristici di prossimità a settembre 2020.

costo orario. 25 euro  numero ore previste: 500 ore/anno

Totale.  12.500 Euro

  1. Facilitazione all’accesso alla diagnosi e cura per le persone in situazione di difficoltà socio-economica attraverso l’organizzazione e gestione di poliambulatori

Organizzazione di poliambulatori (sede principale presso i locali del Poliambulatorio di Macherio, in convenzione con l’ASST di Vimercate) e sedi periferiche a Sovico, Triuggio, Vedano al Lambro e Cesano Maderno. L’azione implica, nello specifico, alcune attività correlate: gestione la direzione sanitaria; normativa sulla privacy; la tenuta dei registri delle visite e dei questionari di gradimento; le procedure di raccolta e smaltimento rifiuti speciali attraverso una convenzione con apposita ditta accreditata; noleggio di attrezzature quali ecografo ed elettrocardiografo.

  1. Con medici specialistici volontari, in parte già reclutati, si effettueranno consulenze sanitarie a persone in difficoltà socio-economiche inviate dai Servizi Sociali comunali, dalle Caritas, dai MMG, anche in convalescenza da COVID 19;
  2. supporto medico, infermieristico, riabilitativo, psicologico e sociale alle persone in isolamento per Covid-19, in accordo e collaborazione con ATS, ASST, Ordine dei Medici, Medici di Medicina generale e Pediatri di Libera scelta;
  3. Fornitura ad operatori sanitari di adeguati DPI e di strumenti della telemedicina per potenziare le possibilità diagnostiche a distanza;
  4. Azioni di Prevenzione Secondaria (o diagnosi precoce) oncologica anche attraverso gli Spazi Prevenzione LILT di Monza, Albiate e Novate Milanese;
  5. Prevenzione Secondaria oncologia specifica per donne migranti, nella stessa lingua di origine delle donne che afferiscono allo Spazio Prevenzione LILT di Monza. Il progetto LILT in questione è “Donna Dovunque”, attivo dal 2009;
  6. Prestazioni quali ecografie ed elettrocardiogrammi;
  7. Presenza di un servizio infermieristico per medicazioni semplici, educazione-informazione e prevenzione sanitaria, anche domiciliare, con particolare riguardo alla protezione e prevenzione da COVID-19;
  8. Sostegno dei care givers a domicilio; un centralino telefonico dedicato farà da collettore delle richieste e le invierà agli specialisti;
  9. Saranno stipulate convenzioni con il Banco farmaceutico per i farmaci da banco, organizzandone la raccolta e controllandone la conservazione;
  10. Convenzione con Università Bicocca per elaborazione scientifica dei dati raccolti in merito al numero di utenti, loro provenienza, patologie rilevate, esami richiesti ed effettuati, registro delle prestazioni infermieristiche.

A Seregno apertura nuovo ambulatorio presso la Casa della Carità in allestimento.

 

Tempi :

  • medici specialisti volontari già operativi nei due poliambulatori di Macherio e di Vedano al Lambro.
  • Psicologi già attivi con consulenze telefoniche.
  • Infermieri di famiglia: hanno sospeso l’attività per emergenza COVID-19 alla fine di febbraio 2029.
  • Riprendono le attività entro la fine di giugno.
  • Fisioterapisti e medici per prevenzione contagi  : arruolamento entro agosto, inizio attività a settembre 2020.
  • LILT Milano già operativa. Deve incrementare le ore di presenza e di intervento.
  • Acquisto DPI , apparecchiature elettromedicali per monitoraggio a distanza , entro fine agosto 2020.

Costi:

Psicologi max 30 euro /ora.  Previste  8 ore / settimana  x 50  settimane 12.000 euro

Psichiatri max 40 euro /ora per  4  ore alla settimana per 50 settimane, sul territorio di Lissone  32.000 euro

  1. Coinvolgimento attivo dei cittadini

Individuazione e sviluppo delle modalità con cui attivare le Sentinelle della Salute di Comunità, ovvero persone che quotidianamente osservano situazioni di fragilità e possono informare sui Punti Salute e sui servizi territoriali. Le sentinelle della salute individuano persone con bisogni non espressi, incapaci (per ignoranza, vergogna o inadeguatezza) di chiedere aiuto rivolgendosi ai servizi istituzionali.

Il talento sociale della sentinella può essere scoperto e valorizzato in parrucchieri, estetisti, tabaccai baristi, sacerdoti, insegnanti, farmacisti, singole persone, neolaureati in scienze sociali, in infermieristica in medicina-chirurgia…

Il modello è quello dei LINK WORKERS inglesi che dopo un adeguato periodo di formazione, diventano mediatori tra i professionisti della salute e la rete sociale del territorio intesa come opportunità terapeutica del disagio delle persone, soprattutto per quelle sole.

Tempi:  da settembre 2020 a termine progetto.

Costi: formazione delle sentinelle per la salute o LINK WORKERS : 2 moduli/anno  da  6 incontri di 3 ore tenuti da 2 formatori  con 4 sedute pratiche di 3 ore sul territorio.

Totale : 15000 euro

  1. Coordinamento
  • Organizzazione cabina di regia;
  • Attivazione della rete tra i partner e gli associati;
  • Attivazione del comitato scientifico;
  • Organizzazione del cronoprogramma delle azioni;
  • Costruzione dei tavoli di rapporto istituzionali;
  • Studio di convenzioni ed accordi di programma;
  • Tenuta della parte amministrativa e della rendicontazione;
  • Facilitazione della comunicazione tra i partner;
  • Verifica in itinere dell’avanzamento del cronoprogramma e delle azioni.

Tempi: da luglio 2020 al termine del progetto

Costi. 10000 euro nei 3 anni  personale amministrativo e  funzionamento cabina di regia.

  1. Comunicazione

La comunicazione ha un ruolo decisivo per il reclutamento e l’aggancio delle persone fragili che notoriamente sono difficilmente intercettabili per diffidenza, non curanza, poca attenzione ai comuni canali informativi che spesso hanno un target più alto di utenti.

In questo senso le Sentinelle della Salute hanno un’innovativa funzione di aggancio e modalità comunicative basate sulla fiducia e sul rapporto di vicinanza.

Comunicazione sui media  e due convegni  informativi e di restituzione dei risultati , ottobre 2020 –novembre 2022. in 3 anni max 15.000  Euro.

Risultati attesi

  • Raggiungere il maggior numero di utenti fragili creando ampie possibilità di usufruire della corretta prevenzione ed informazione sanitaria in ogni target di età;
  • Rafforzare e valorizzare il ruolo dei partners del Terzo settore e degli enti coinvolti;
  • Informare in modo trasparente sull’andamento dei lavori;
  • Produrre una comunicazione finale dei risultati raggiunti anche a carattere scientifico (es. Università Bicocca);
  • Catalizzare altri potenziali partner istituzionali e del mondo profit che rendano sostenibile il progetto.

Tempi:  da settembre 2020 a termine progetto.

Costi: formazione delle sentinelle per la salute o LINK WORKERS : 2 moduli/anno  da  6 incontri di 3 ore

tenuti da 2 formatori  con 4 sedute pratiche di 3 ore sul territorio.   Totale : 15000 euro

comunicazione sui media  e due convegni  informativi e di restituzione dei risultati , ottobre 2020 –novembre 2022. in 3 anni max 15.000  Euro.

Le eventuali rimanenze vengono utilizzate per servizi ai cittadini concordati con la Fondazione europea Guido Venosta.

Alla progettazione sopra riportata di più ampio respiro si aggiungono alcune azioni operative immediate e specifiche di mitigazione alla diffusione di SARSCOV-2 Fase 2, nel territorio della Provincia di Monza e Brianza.

  1. ACQUISTO APPARECCHIATURE PER STERILIZZARE I CASCHI PER L’OSSIGENO TERAPIA PER ASST DI VIMERCATE

Le apparecchiature servono per poter riutilizzare il materiale usato in terapia intensiva per l’ossigeno terapia.  La sterilizzazione permette di risparmiare sull’acquisto di nuovi materiali.

Costi previsti 20.000 euro.

Se non più urgente e non più richiesto  i fondi riservati a questa voce potranno essere utilizzati per servizi ai cittadini in difficoltà socio economiche  concordati con la Fondazione europea Guido Venosta..

 ALLESTIMENTO DI KIT PER INTERVENTI DOMICILIARI

Allestimento di kit da fornire a personale socio-sanitario e socio-educativo per interventi domiciliari. Gli interventi domiciliari sono rivolti soprattutto a minori, disabili e anziani; il kit ha un costo indicativo di 20 euro ed è composto da: tuta, guanti, occhiali igienizzabili, cuffia, calzari disinfettante, mascherina FFP2 e mascherine chirurgiche. La richiesta è di 1.500 kit.

L’ambito socio sanitario (cabina di regia) individuerà e contatterà gli enti impegnati in interventi domiciliari per organizzare la consegna dei kit.

Costi previsti 30.000 euro.

  1. INTERVENTI PROTETTIVI E DI SANIFICAZIONE PER AUTOVETTURE

Il trasporto sociale socio-sanitario incontrerà difficoltà enormi. I volontari ed il personale adibito molto sovente sono ultrasessantenni e devono avere adeguati dispositivi di protezione individuale, così come gli utenti che sono quasi sempre in condizioni di fragilità.

Allestimento di uno schermo protettivo in policarbonato sulle auto delle associazioni di volontariato adibite al trasporto di persone. Si prevede un contributo di allestimento per la singola automobile pari a max € 100, da destinare ad un parco stimato di 200 autovetture delle associazioni e dei Comuni attive sul territorio.

Dettagli operativi: le singole associazioni realizzeranno l’intervento presso installatori di fiducia e ne sosterranno i costi, presentando successivamente rendiconto

Sanificazione giornaliera degli automezzi di associazioni, adibiti a trasporto di persone nei servizi per anziani, disabili e minori e negli ospedali. Si rende necessario l’acquisto di idonea attrezzatura, compressori per nebulizzazione, dei liquidi necessari alla sanificazione. Ipotesi 100 € per 200 autovetture. Costi previsti 40.000 euro.

Durata della proposta: da maggio 2020 a giugno 2020

INTERVENTO GIA’ FINANZIATO E INIZIATO (bando sul sito della fondazione della Comunità di Monza e Brianza)

 COSTI TRIENNALI DEL PROGETTO

VOCI DI SPESA IMPORTO
   
COMUNITÀ DELLA SALUTE  
Personale (consulenti medici, psichiatri, infermieri, fisioterapisti, psicologi, educatori. nutrizionisti) 190.000
Spese gestionali (affitti di locali e spazi, assicurazioni, pulizie, sanificazioni, utenze, formazione) 70.000
Noleggi ed acquisti attrezzature, prodotti e materiali (software, cartoleria, materiali per la realizzazione di ambulatori, defibrillatori, saturimetri, ecografi portatili, elettrocardiografi con teleconsulto, apparecchiature per test diagnostici rapidi, sistemi per tele monitoraggio, lettini da ambulatorio, armadietti, carrelli pronto soccorso, DPI – mascherine, tute, camici, guanti) 230.000
Comunicazione (sito web, canali social, campagne informative, materiali divulgativi, organizzazione di lavori e convegni scientifici) 30.000
Amministrazione e coordinamento 10.000
TOTALE 520.000
AZIONI SPECIFICHE  
Apparecchiature di sterilizzazione* 20.000*
Kit interventi domiciliari 30.000
Interventi sanificazione e protettivi autovetture 40.000
TOTALE 90.000
 
IMPORTO RICHIESTO 600.000
Cofinanziamento con valorizzazione del volontariato 40.000

 

BUDGET

  2020 2021 2022
VOCI DI SPESA IMPORTO I Sem. II Sem. I Sem. II Sem. I Sem. II Sem.
COMUNITÀ DELLA SALUTE Personale 190’000 € –   € 25’333 € 41’167 € 41’167 € 41’167 € 41’167 €
Spese gestionali 70’000 € –   € 9’333 € 15’167 € 15’167 € 15’167 € 15’167 €
Noleggi ed acquisti attrezzature, prodotti e materiali 230’000 € –   € 30’667 € 49’833 € 49’833 € 49’833 € 49’833 €
Comunicazione 30’000 € –   € 4’000 € 6’500 € 6’500 € 6’500 € 6’500 €
Amministrazione e coordinamento 10’000 € –   € 1’333 € 2’167 € 2’167 € 2’167 € 2’167 €
TOTALE 530’000 € –   € 70’667 € 114’833 € 114’833 € 114’833 € 114’833 €
AZIONI SPECIFICHE Apparecchiature di sterilizzazione* 20’000 € –   € 20’000 € –   € –   € –   € –   €
Kit interventi domiciliari 30’000 € 2’000 € 8’000 € 7’000 € 6’000 € 5’000 € 2’000 €
Interventi sanificazione e protettivi autovetture 40’000 € 40’000 € –   € –   € –   € –   € –   €
TOTALE 70’000 € 42’000 € 6’000 € 6’000 € 6’000 € 6’000 € 4’000 €
IMPORTO RICHIESTO 600’000 € 42’000 € 76’666,7 € 120’833,3 € 120’833,3 € 120’833,3 € 118’833,3 €
 
Cofinanziamento con valorizzazione del volontariato 40’000 € –   € 8’000 € 8’000 € 8’000 € 8’000 € 8’000 €

 Altro esempio:

 L’organizzazione di una microarea  sul modello  delle Microaree di Trieste.

Nasce nel 2005 per sviluppare un approccio proattivo ai problemi della comunità e coinvolge piccole aree del territorio dove ATS , ASST, TERZO SETTORE e Comune, collaborano allo sviluppo di comunità che generano Salute.

Le  Microaree hanno come obiettivo quello di sviluppare una “medicina radicata nei luoghi, nelle case, negli habitat sociali della città”, con particolare attenzione alle zone con un’alta prevalenza di edilizia pubblica e famiglie a basso reddito.

Ogni Microarea ha un’estensione geografica propria, che varia a seconda del contesto socio-territoriale, e presenta una sede centrale, punto di riferimento del quartiere, a cui fa capo un referente (non necessariamente sanitario).

La microarea  funziona attraverso i seguenti dispositivi:

L’équipe di prossimità:

  • attraverso il Distretto Sanitario competente per territorio, ATS mette a disposizione una/un proprio professionista a tempo pieno (la/il referente di microarea) responsabile per zona, con funzioni di regia;
  • tramite le cooperative sociali, i Comuni mettono a disposizione operatrici/operatori sociali di comunità e l’Aler mette a disposizione le/i portieri sociali.

L’équipe

  • opera quotidianamente nell’area, rivolgendosi a tutta la popolazione residente (e non a un target e/o a una problematica sociosanitaria specifica) e mantenendo costantemente un orientamento alla conoscenza attiva della popolazione, con il compito di rilevare i problemi e le risorse, dando attenzione prioritaria alle persone che hanno problemi sanitari, sociali, abitativi e relazionali che potrebbero aggravare la loro storia di salute;
  • attiva tutti gli interventi di competenza degli enti in base ai bisogni rilevati, fungendo da garante dei percorsi; per la soluzione dei problemi vengono inoltre attivate e messe in rete tutte le possibili risorse/risposte degli altri soggetti pubblici, privati, del terzo settore, incluse anche quelle generate dalle persone/famiglie nonché dalle reti informali, di vicinato, ecc.
  • può contare su ulteriori risorse quali: volontari/e di Servizio Civile, persone che usufruiscono di varie misure di inserimento lavorativo (Borse di Formazione e Lavoro, Lavori di pubblica utilità), tirocinanti, … e soprattutto su numerosi/e residenti attivi divenuti risorsa per la loro comunità.

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NOTE FINALI

Dobbiamo tornare a riflettere, a pensare, a discutere prima di tutto sulle finalità del nostro vivere. Poi ai mezzi e agli strumenti da utilizzare.

Per realizzare una sanità nuova, sulla base di una cultura nuova, occorre una LEGISLAZIONE NUOVA che detti regole e comportamenti semplici, chiari, applicabili.

Questa è la sfida che attende uomini e donne di buona volontà, competenti, generosi, umani.

Alfredo Anzani

 

[1] M. Gabanelli, S. Ravizza, Covid, Un paziente su tre può essere seguito a domicilio senza occupare posti letto. ma I test rapidi vanno fatti dal dottore di famiglia. Oggi non succede: ecco perché. Corriere della Sera, 9 novembre 2020, p,11.

[2] A cura del dott. Filippo Viganò, medico di Albiate