I risultati ottenuti dal Governo Draghi parlano chiaramente: il piano vaccinale ha avuto successo, le riforme approvate sono visibili, le scadenze del PNRR sono state fin qui rispettate, il grande cambiamento prodotto nel Paese è reale; l’Italia ha riconquistato prestigio e leadership in Europa, nel G7, nella Nato, nel contesto occidentale; il Prodotto Interno Lordo è cresciuto negli ultimi 18 mesi più che in qualunque paese dell’Occidente, Stati Uniti e Canada compresi.

In dettaglio: l’aspettativa di vita, diminuita nel corso degli ultimi due anni a causa del Covid, è nuovamente attestata ad ottantadue anni e nove mesi; la percentuale di cittadini italiani che dichiarano di essere molto soddisfatti della vita che conducono è arrivata al 46%; l’indice della fiducia di famiglie ed imprese è di nuovo attestato a livelli alti ed in risalita; la produzione industriale, nei confronti della quale gli analisti attendevano cinque mesi di arretramento,  ha tenuto, e per sintesi di tutto ciò il Prodotto Interno Lordo ha evidenziato un più 3,6% nei primi otto mesi dell’anno 2022. L’Italia è sempre il settimo paese esportatore del mondo e mantiene le sue quote di mercato; malgrado le traversie energetiche, mantiene ancora un lieve attivo nel saldo degli scambi con il resto delle altre economie, tanto da essere creditore netto. La manifattura italiana è diventata più produttiva di quella tedesca; il tasso di occupazione delle nostre strutture recettive turistiche è superiore a quello di Francia, Grecia, Spagna; anche il termometrico comparto “lavoro ed occupazione” manifesta trend positivi: lo stock nazionale è descritto al suo massimo, oltre i 23 milioni di addetti, le nuove assunzioni degli ultimi sette mesi hanno raggiunto le 900.000 unità, oltre 2 milioni quelle a tempo indeterminato, circa 450.000 le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato[1] (Fonte INPS)

Nel frattempo, sono anche incrementate le ore lavorate del 6,7% e si registra una diminuzione di abbandoni nel lavoro autonomo; i lavoratori dei settori chimico e farmaceutico hanno rinnovato i loro contratti collettivi senza un’ora di sciopero e con un significativo aumento di salario mensile; così pure i lavoratori del sistema Scuola; il rapporto dell’Istat, pubblicato il 23 novembre 2022, mostra che “nell’anno 2022 si stima che l’insieme delle politiche abbia ridotto la diseguaglianza (misurata dall’Indice Gini) dal 30,4% al 29,6% ed il rischio di povertà dal 18,6% al 16,8%”, dimostrando che buona politica, basata su sviluppo e crescita sono la condizione per ridurre le diseguaglianze e contrastare le povertà. Il Superbonus, misura controversa ma positiva, ha certamente contribuito.

Le disponibilità per nuovi investimenti, nel 2022 sono pari al 21% del Prodotto Interno Lordo, vicino alla media europea; anche nel terzo trimestre di quest’anno, l’Italia ha consuntivato meglio di Francia, Germania e Spagna, più 0,5% a fronte dell’altrui 0,2; anche grazie ai 94 miliardi di Euro stanziati nella Legge di Bilancio 2022, tale disponibilità adesso è pari a 600 miliardi, compreso lo stanziamento di 7 miliardi per sopperire al problema dell’inflazione sui costi dei materiali; una cifra importante in ausilio al nuovo Governo. I dati Abi contribuiscono ad evidenziare situazioni positive: i Depositi di famiglie ed imprese sono cresciuti del 4,9% raggiungendo quota 87 miliardi di euro; i prestiti sono aumentati del 2,8%. La preoccupazione  causata dall’inflazione a sua volta generata dal prezzo dell’energia, triplicato rispetto ai dati storici, dell’arrivo della recessione potrebbe essere esorcizzata e con essa anche la previsione Svimez della creazione di mezzo milione di nuovi poveri. Sono anche di segno positivo i dati dell’ANAS relativi alla mobilità degli italiani, nonostante gli aumenti del carburante e la diminuzione delle immatricolazioni: il traffico delle auto è incrementato del 4%, quello dei veicoli industriali ed autobus del 14% su base annua.

Un problema poco avvertito: il numero dei pensionati raggiunge i 16 miloni; quello dei lavoratori dipendenti i 18. I lavoratori autonomi censiti sono cinque. Andamento che, attraverso politiche opportune va assolutamente invertito; tra queste anche la opportuna gestione dei flussi migratori[2] e le misure sociali e di contesto, soprattutto rivolte verso le donne, per agevolare l’auspicabile incremento della natalità, oggi sotto soglia.

Il Rapporto Istat 2022 ritiene che “siamo in piena redistribuzione dei redditi attraverso il Bilancio pubblico” e che “gli indici statistici non mostrano né un aumento della diseguaglianza né una scomparsa della classe media” ed ancora che “la ridefinizione delle posizioni di intere fasce sociali – in particolare i lavoratori rispetto ai pensionati, i giovani rispetto agli anziani- può aiutare a spiegare il diffuso senso di impoverimento ed indebolimento delle prospettive future, percepito dalle persone e riflesso nel dibattito pubblico”.

Le linee essenziali delle riforme individuate sono e probabilmente ancora saranno con il Governo Meloni, la semplificazione amministrativa (all’interno della quale essenziale la riscrittura del Codice degli Appalti pretesa dal PNRR), il lineare funzionamento delle pubbliche amministrazioni, la concorrenza (delicato il tema degli stabilimenti balneari, anch’esso preteso dal PNRR), la riduzione dei tempi della Giustizia e l’efficientamento dell’intero comparto.

Nell’anno 2023 arriverà in Italia una quantità di danaro mai vista dai tempi del Piano Marshall  (il 40% del PNRR, incrementato fino a circa 210 miliardi di Euro aggiungendo le disponibilità del Fondo Complementare), sempre che non si compiano errori esiziali; dunque dovrebbe essere difficile sproloquiare di austerità, tagli alla spesa, mancanza d’investimenti; dovrebbe, invece proseguire il trend di incremento dei posti di lavoro, a vantaggio del ben-essere sociale.

Opportuno ribadire che non un euro di questi fondi debba andare disperso in rivoli o dilapidato in mancette e marchette identitarie od elettorali. Occasione preziosa per realizzare i progetti a lungo rinviati (il Ponte sullo Stretto di Messina tra questi), soprattutto nei nevralgici comparti della mobilità e della creazione delle fonti energetiche di ultima generazione; come pure le manutenzioni tanto indispensabili quanto indilazionabili, come il presente s’incarica di dimostrare.

Compito, adesso, del nuovo Governo è approvare misure che, contemperando i doverosi sostegni destinati a famiglie ed imprese, abbiano come obiettivo crescita e sviluppo nel rispetto dei diritti di parte di quote sempre più elevate di cittadini e seguendo un rigoroso ordine di priorità il cui fine è costituito dalla risposta a povertà e diseguaglianze.

Mario Draghi ha di che compiacersi degli esiti dell’attività del Governo che ha presieduto.

La circostanza che stupisce e lascia sconsolati è che nessun partito, tra quelli che quel Governo hanno sostenuto ufficialmente, ha avuto la lungimiranza di intestarsi il contributo a queste importanti realizzazioni.

L’auspicio di chi scrive: che il futuro prossimo del nostro grande Paese, all’interno di una Europa, conscia del proprio ruolo nel mondo e capace di assicurare libertà e giustizia, consenta ulteriori miglioramenti dei parametri fin qui evidenziati, eviti gli arretramenti causati da inefficienza e pregiudizi.

Massimo Maniscalco

 

[1] Al netto di quelle possibili ma non realizzate poiché le Imprese, per carenza di formazione dei Giovani, non trovano i profili che cercano.

[2] Il Canada ha deciso di adottare politiche tendenti all’ingresso di almeno 1,5 milioni di immigrati nei prossimi tre anni (CLICCA QUI)