Il Vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha fornito una nuova versione per giustificare le pretese Usa sulla Groenlandia: è “essenziale” – ha detto – per la difesa degli Stati Uniti e del mondo da possibili attacchi missilistici russi o cinesi. Ha quindi aggiunto che l’Europa e la Danimarca “non hanno fatto un buon lavoro” nel proteggere la zona. Dimenticando che nell’isola danese vi è la base americana di Pituffik, all’estremità nord-occidentale della Groenlandia e che nella vicina Islanda gli Usa ne hanno un’altra, la NAS Keflavik. Per non parlare poi delle decine e decine di installazioni militare – gestite direttamente dagli Stati Uniti o dalla Nato o dai singoli paesi ospitanti dell’estrema area nord europea che va dalla Groenlandia, appunto, alla Norvegia. E cioè tutta l’area prossima all’Artico diventata da tempo punto cruciale nei rapporti tra Usa, Russia e Cina.

“Se Dio non voglia , ha detto Vance, che russi e cinesi – non sto dicendo che lo faranno – ma se, Dio non voglia, qualcuno lanciasse un missile nucleare sul nostro continente, lanciassero un missile nucleare sull’Europa, la Groenlandia sarebbe una parte fondamentale di quella difesa missilistica. Quindi ti chiedi: ‘Gli europei e i danesi hanno fatto un lavoro adeguato per proteggere la Groenlandia e per garantire che possa continuare a fungere da ancora per la sicurezza mondiale e la difesa missilistica?’ E la risposta è ovviamente no”.

La dichiarazione di Vance è giunta dopo la presa di posizione di Francia, Regno Unito, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Danimarca che hanno risposto alle pretese di Trump sostenendo che “la Groenlandia appartiene al suo popolo – hanno scritto i governanti europei – e solo la Danimarca e la Groenlandia possono decidere sulle questioni che riguardano le loro relazioni”. I capi di governo europei hanno ribadito che anch’essi sono interessati alla sicurezza dell’Artico, ma sostenendo che questo obiettivo deve essere raggiunto “collettivamente” dagli alleati della Nato, compresi gli Stati Uniti.

Emmanuel Macron, forse, pensava anche alle dichiarazioni del Vicepresidente americano  dichiarando ieri che gli Stati Uniti di Donald Trump si stanno allontanando da alcuni alleati e dalle regole internazionali. Il Presidente francese ha anche denunciato una forma di “aggressione neocoloniale” emergente nelle relazioni diplomatiche e ricordato, al contrario,  che il criterio del multilateralismo funziona sempre meno e che questo apre la strada a un mondo dominato da grandi potenze intenzionate a spartirsi il Mondo.

 

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