La pandemia economica causata dal lockdown mondiale sarà tremenda e colpirà tutti, ma non nella stessa misura e possibilità di recupero. E’ molto più grave che nel 2008, lo sappiamo.
La politica italiana sa trarne le necessarie conseguenze ? Comprende che per reggere il violento impatto e agganciare il rimbalzo positivo che avremo a partire dal 2021 sono necessarie unità , generosità , competenza, organizzazione e assolutamente stabilità di governo ? Non possiamo sperare di cavarcela con un po’ di finanziamenti a fondo perduto dell’Ue e con una botta di culo.
Ora più che mai il futuro dobbiamo costruircelo con le nostre mani. Le stime del Fondo Monetario Internazionale per il 2020 parlano di una perdita globale di crescita del 3% (nel 2008 1%),  con una perdita di Pil procapite del 4% (nel 2008 1%). Per Usa e Giappone si prevede un circa meno 5%, mentre per Francia-Germania-Gran Bretagna un meno 7-8%, come sempre l’Italia in coda con un meno 10%, ovviamente gravati dallo storico debito cumulato e dagli atavici problemi irrisolti. Solo Cina e India mantengono previsioni di modesta crescita.
Il Fondo Monetario Internazionale spinge nella stessa direzione indicata da Mario Draghi, ovvero che tutti gli Stati si coordino e immettano quanto più possibile liquidità per sostenere il sistema economico, tutelare lavoro e redditi delle persone. Una netta inversione a U rispetto alla tradizionale linea dell’ austerità che indica quanto sia grave la situazione. Nel 2021 si avranno gli effetti positivi di ritorno a condizione che si sappiano fare le scelte opportune, e per farle non possiamo permetterci governi incerti e ballerini.
Occorre la stabilità politica in un quadro di coesione nazionale nella consapevolezza che o ci salviamo tutti o non si salverà nessuno. Da questo punto di vista, piaccia o no, bisogna riconoscere che se la Germania è forte e regge meglio di altri è perché queste doti e condizioni le ha. Basti pensare da quanto tempo Angela Merkel è alla guida del paese e quanti nostri leader di passaggio ha incontrato in questo ultimo decennio. Quando si immagina un governo diversamente guidato, magari ipotizzando Draghi premier, si spera vi sia la consapevolezza che questo presupporrebbe un mandato stabile a ampi poteri di scelta e manovra.
I leader politici, se tali, sono quindi chiamati a vitali scelte ove devono dare dimostrazione disinteressata che la salvezza del paese viene prima delle pur legittime aspirazioni di partito. Siamo un popolo di genio, generosità e sregolatezza a cui però è urgente porre rimedio. Questo è un tempo di dolore lacerante ove è in gioco la vita di tutti sulla stessa barca che è l’italia. Per salvarci, cambiare e migliorare occorre avere le phisique du role.
Alberto Mattioli