Colin Gray, il padre di un giovane di 14 anni accusato di aver ucciso quattro persone in una sparatoria in una scuola superiore nello stato americano della Georgia, nel 204, è stato riconosciuto colpevole di omicidio, crudeltà sui minori e altre accuse. L’accusa ha sostenuto che Gray  fosse “l’unica persona che avrebbe potuto impedire” la sparatoria del figlio quattordicenne, perché sapeva di “essere una bomba pronta a esplodere” e non ha fatto niente per vitare la strage. Il figlio, Colt, è attualmente in attesa di processo per la sparatoria.

Nel corso del processo è emerso che Colin Gray aveva comprato a suo figlio un fucile per il  Natale dell’anno precedente la sparatoria e questo  nonostante il ragazzo fosse stato interrogato dalla polizia solo sette mesi prima a seguito della minaccia pubblicata su Internet di compiere  una sparatoria in una scuola.

Gli inquirenti hanno ricordato i numerosi segnali d’allarme e mostrato un quaderno su cui Colt spiegava dettagliatamente il modo in cui stava progettando di uccidere studenti e insegnanti. Il genitore non è intervenuto nonostante fossero evidenti le alterazioni mentali del ragazzo e la sua ossessione per compiere una sparatoria

Dopo la condanna seguirà la sentenza che potrebbe comportare la detenzione per 30 anni. E’ il terzo caso in cui un genitore statunitense viene condannato per una strage compiuta dal figlio.

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