L’ estremismo si autoalimenta e, dunque, chi lo sdogana e lo cavalca finisce per esserne travolto. L’ “estremo” delle estreme finisce per proporsi come l’originale da preferire rispetto alle forme più attenuate che ne appaiono fotocopie sfuocate. Perche’ votare Salvini se a portata di mano c’é Vannacci?

Anche questa dinamica che si va radicando nella destra, attesta la patologia intrinseca ad un sistema sghembo, condannato ad una progressiva involuzione che, anziché rispondere ai problemi del Paese , li deve, per forza di cose, esasperare, essendo questa la condizione necessaria per farsene carico, secondo una postura che non conosce altro, se non la reciproca delegittimazione delle parti in causa. Questa dinamica necessariamente allontana la politica da una percezione realistica delle questioni da affrontare, surrogata da una visione surreale, che sostituisce alla consistenza in sé dei temi all’ esame, la loro caricatura. Tali sono, in un certo senso, la remigrazione e la cancellazione della cittadinanza.

In fondo, una situazione così contorta potrebbe offrire a Giorgia Meloni, se ne fosse capace ed osasse sfidare o meglio ispirare e guidare il suo elettorato, l’ occasione per svoltare verso una postura conservatrice e, ad un tempo, liberale di una destra normalizzata. Che, a quel punto, dovrebbe sciogliere il nodo di quell’ orientamento verso l’Europa che continua ad apparire precario e perplesso, anche perché deve far conto di una suggestione autocratica di stampo trumpiano che persiste.

Le cose non vanno meglio sull’ altro versante dello schieramento politico. Intanto, continua la rincorsa alla “pole” in vista di una partita vicina, ma non così immediata da giustificare il fervore di una competizione interna di cui non sono per niente definite e chiare le regole di ingaggio. Peraltro, agli altri motivi di conflitto, a cominciare dalla politica estera e dall’ Ucraina, si aggiunge il tema della patrimoniale, argomento o pretesto che allude ad una nuova rima di frattura che questa volta sembra attraversare il Movimento 5 Stelle.

Ad ogni modo, il sistema bipolare è talmente incartato da far sì che le tensioni di un polo si trasferiscano all’ altro, come vivessero l’ uno come saprofita dell’ altro. Infatti, poiché ciascuno dei due è forgiato sullo stampo al contrario dell’altro, ambedue finiscono, anziché guidarli, per essere prigionieri dei rispettivi elettorati. Insomma, ove accennassero ad una convergenza, verrebbe interpretata dagli affiliati dell’una e dell’altra parte, non più come il portato di una mediazione o l’approdo di un comune buon senso, ma piuttosto come un tradimento perpetrato, da ciascuno dei due a dispetto del proprio stesso campo, cedendo all’altro.

Comunque la si giri, finché non riusciremo ad uscire dal girone infernale del bipolarismo maggioritario, la politica italiana è destinata a dissolversi in un conflitto permanente e pregiudiziale talmente strutturato da imporsi perfino, ove vi fosse, alla buona volontà degli attori protagonisti della vicenda.

Domenico Galbiati

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