C’era una volta Israele l’unica democrazia del “Medio Oriente”.
Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar ha annunciato che intende revocare la cittadinanza ai registi Yuval Abraham e Rachel Szor, autori del documentario NAZA, vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia. Il film denuncia l’uso di sistemi di intelligenza artificiale da parte dell’esercito israeliano per compiere “uccisioni di massa calcolate” a Gaza.
In un post su X (ex Twitter), Zohar ha definito il documentario “vile” e la sua vittoria “scioccante”, accusando i registi di “danneggiare il Paese per ottenere applausi dagli antisemiti nel mondo”. Ha inoltre dichiarato che le loro azioni “costituiscono tradimento dello Stato” e che agirà “immediatamente per revocare la cittadinanza di questi creatori spregevoli”.
Il film, della durata di 80 minuti, ha ricevuto 25 minuti di standing ovation alla prima veneziana. Secondo la sinossi ufficiale del festival, NAZA documenta l’uso di un sistema di sorveglianza chiamato Lavender, impiegato per monitorare le comunicazioni dei palestinesi e selezionare obiettivi di attacco. Nel film compaiono testimonianze anonime di militari e agenti dell’intelligence israeliana. Il regista Yuval Abraham ha dichiarato di sperare che il suo lavoro spinga i governi occidentali ad imporre sanzioni economiche contro Israele.
Yuval Abraham ha origini mizrahì e aschenazite. Sua nonna è nata in un campo di concentramento italiano in Libia, mentre l’altro nonno perse la maggior parte della sua famiglia nell’Olocausto. Rachel Szor nata a Gerusalemme aveva già vinto un Premio Oscar al miglior documentario per No Other Land.