Site icon Politica Insieme

Clima: gli oceani colpiti dalle “bombe atoniche” del caldo, mentre la Svizzera perde il 20% dei sui ghiacciai

Un quantitativo record di calore (in termini scientifici si parla di 23 zettajoules, cioè l’equivale dell’energia rilasciata dall’esplosione di circa 240.000 megatoni di TNT, ossia circa  16 circa milioni di bombe atomiche simili a quella di Hiroshima) è stato assorbito dagli oceani del mondo lo scorso anno, lasciando le acque marine più calde, più alte e meno ospitali, secondo quanto evidenziato da un rapporto di Copernicus, il Programma europeo di osservazione della Terra .

L’esplosivo apporto di energia termica, quasi 40 volte superiore a tutta l’energia utilizzata dall’umanità in quello stesso anno, arriva nel mezzo di profondi cambiamenti nei bacini idrici profondi, fondamentali per la vita sulla Terra.

Quasi in contemporanea un altra ricerca ci dice che la Svizzera ha perso circa il 20% dell’estensione dei suoi ghiacciai (CLICCA QUI). I ghiacciai svizzeri si sono ridotti del 5,5% nei primi otto mesi del 2026, secondo un rapporto annuale di monitoraggio, dopo un’estate di ondate di calore torride che ha seguito un inverno con poca neve. La diminuzione del volume di ghiaccio è appena inferiore al record stabilito nel 2022 e porta la perdita totale di ghiaccio glaciale dal 2021 al 19,4%.

I livelli del mare sono cresciuti di circa 3,8 mm all’anno dal 1999, e a un ritmo ancora più rapido di 4,2 mm all’anno tra il 2012 e il 2025, secondo la decima edizione del rapporto Copernicus. Lo studio ha inoltre rilevato che negli ultimi 40 anni l’oceano globale è diventato più acido del 17%.

Gli oceani hanno assorbito circa un terzo del biossido di carbonio emesso dall’umanità e circa il 90% del calore in eccesso intrappolato nel sistema terrestre dall’inquinamento da gas serra.

In Europa, che si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto alla media globale, il Mar Mediterraneo e il Mar Nero sono stati colpiti da ondate di calore marino senza precedenti — con temperature elevate che persistono in profondità sotto la superficie — e da picchi di calore estremo durati più di un mese.

Gli scienziati hanno riscontrato un’accelerazione dell’innalzamento del livello del mare nel Mediterraneo occidentale, mentre la parte orientale ha mostrato aumenti non omogenei. L’intero bacino si è riscaldato di 0,32 °C per decennio, stimolando ondate di calore marino, in particolare negli ultimi anni.

Il rapporto arriva mentre l’Europa occidentale attraversa un settembre insolitamente caldo subito dopo un’estate devastata dagli incendi, con temperature che hanno raggiunto i 40 °C in parti della Spagna e del Portogallo. Le acque costiere calde esacerbano le ondate di calore sulla terraferma, cedendo calore durante le notti che altrimenti si rinfrescherebbero.

Il rapporto ha documentato ingenti danni alla vita marina derivanti dal calore. Tra gennaio 2023 e settembre 2025, l’84% delle barriere coralline mondiali ha subito uno stress termico tale da causarne lo sbiancamento. Negli ultimi 30 anni, quasi il 5% dell’oceano ha visto un’alterazione persistente nei modelli di crescita del fitoplancton, minuscoli organismi alla base delle reti alimentari e della regolazione dei flussi di carbonio. In Antartide, quattro colonie di pinguini imperatore hanno subito un totale fallimento riproduttivo nel 2022 a causa dei livelli minimi record di ghiaccio marino.

I risultati sono stati pubblicati insieme a una ricerca separata di Copernicus che ha rilevato come il micidiale mix di calore estremo e aria inquinata di quest’anno abbia esposto oltre un terzo dell’umanità a livelli pericolosi di inquinamento da ozono a livello del suolo.

Il fenomeno, noto come “penalità ozono-clima”, è il risultato di reazioni chimiche che si verificano quando determinati inquinanti vengono esposti a calore e luce solare. Nei primi otto mesi del 2026, si evidenzia che solo il 5% della popolazione mondiale è stato esposto a livelli “buoni” di ozono rientranti nelle linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Exit mobile version