Tra ottobre 2022 e settembre 2026 si sono susseguiti alcuni provvedimenti del Governo che sono intervenuti in tema di raduni non autorizzati, criminalità giovanile, ordine pubblico e sistema penitenziario al fine di garantire la sicurezza dei cittadini nelle nostre città.
Il primo intervento varato è stato quello del c.d. Decreto “anti-rave” che sanziona l’organizzare o il partecipare a raduni abusivi che è divenuto un reato, con la possibilità di una reclusione fino a sei anni e la confisca dei mezzi.
Nel settembre 2023 il Decreto c.d. “Caivano” ha introdotto alcune misure rivolte alle c.d. “baby gang e criminalità giovanile”. In base a tale Decreto, l’avviso orale del Questore è stato esteso ai quattordicenni mentre, per chi abbia almeno 14 anni e si renda responsabile di violenze, sono previsti divieti di usare smartphone e computer, estesi a chi abbia 12 anni per i reati gravi.
La normativa, inoltre, ha ampliato i reati che possono comportare la custodia cautelare per i minorenni.
Il DDL sulla sicurezza, emanato nel novembre 2023, ha introdotto una stretta sui borseggi e le truffe in danno degli anziani e sanzionato il reato di rivolta in carcere e nei Centri di permanenza per il rimpatrio.
Con il Decreto del giugno 2025, il Governo ha reso illecite le occupazioni abusive, divenute sanzionabili con pene da due a sette anni, mentre per i blocchi stradali è stato introdotto il carcere per un mese, se compiuti da una persona, ma elevata fino a due anni, se realizzati in gruppo.
Sono state incluse nel provvedimento anche aggravanti per le violenze in Stazioni Ferroviarie, nelle Metropolitane e nei cantieri di opere pubbliche strategiche.
Nel febbraio 2026 un altro Decreto sicurezza ha previsto il fermo preventivo fino a 12 ore durante cortei e manifestazioni, ma anche il divieto della vendita di coltelli ai minori, compresa quella online, con multe ai genitori fino a mille euro, e l’estensione del Daspo urbano ai minorenni.
Infine, nello scorso mese di settembre, i poteri del Procuratore nazionale antimafia sono stati ampliati anche per i procedimenti a carico di imputati minorenni.
Non c’è dubbio che tutti i provvedimenti in questione sono stati rivolti nei confronti dei ragazzi minorenni per stroncare fenomeni illeciti in costante ascesa sul territorio nazionale.
In questo quadro già preoccupante si inserisce il nuovo Decreto sulla Sicurezza e per il contrasto della criminalità minorile, varato dal Governo, in tutta fretta, per fronteggiare le violenze e i saccheggi avvenuti in questi giorni in varie città cagionando danni incalcolabili a negozi e arredo urbano oltre a costituire un nuovo pericolo per la civile convivenza, minacciata dalla gravità della violazione delle norme già introdotte dai precedenti Decreti esaminati.
Si legge nel Comunicato Stampa emanato che:
Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, del Ministro della giustizia Carlo Nordio e del Ministro della difesa Guido Crosetto, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile.
- Per i minori che hanno compiuto i quattordici anni è introdotta una presunzione di imputabilità: la capacità di intendere e di volere si presume fino a prova contraria.
- Anche ai minorenni si applica l’arresto in flagranza differita.
- Le norme sul processo penale minorile sono adeguate di conseguenza, anche in materia di misure cautelari.
- Resta ferma la diminuzione della pena prevista per i minori imputabili.
- Quando un minore, anche non imputabile, partecipa a determinati reati, a chi esercita la responsabilità genitoriale si applicano sanzioni amministrative, salvo che provi di non aver potuto impedire il fatto.
- Sono inoltre agevolate le procedure per il risarcimento dei danni: per quelli a beni pubblici può disporlo direttamente il prefetto, mentre i privati danneggiati possono ottenerlo più rapidamente con un decreto ingiuntivo.
- Inoltre, per garantire che la libertà di manifestare si eserciti in sicurezza, è introdotto il delitto di “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. Il delitto punisce chi, nel corso di manifestazioni, partecipa a un gruppo di almeno cinque persone che opera in modo organizzato, anche occasionalmente, e utilizza o lancia oggetti atti a offendere o artifici pericolosi, determinando un concreto pericolo per l’incolumità delle persone.
- Pene più severe sono previste per chi organizza o promuove il gruppo o istiga alle violenze, anche mediante strumenti informatici o telematici.
- È inoltre introdotta una specifica aggravante per il danneggiamento commesso da un gruppo organizzato di almeno cinque persone.
- Le pene aumentano anche per alcune ipotesi di devastazione e saccheggio e per l’attentato a impianti di pubblica utilità commessi nel corso di manifestazioni. Per tutti questi delitti è consentito l’arresto in flagranza differita.
- Sono rese procedibili d’ufficio anche le lesioni personali cagionate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza nell’atto o a causa dell’adempimento delle funzioni.
- Sul piano della prevenzione, l’accompagnamento e il trattenimento presso gli uffici di polizia per un massimo di 12 ore (cosiddetto “fermo preventivo”), già previsti in occasione di manifestazioni, sono estesi alle specifiche operazioni di polizia svolte in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone. Si applicano, anche nei confronti dei minorenni, ai soggetti per i quali, sulla base di elementi concreti, vi sia fondato motivo di ritenere che attuino condotte di concreto pericolo per la sicurezza. Restano ferme le garanzie vigenti, comprese le specifiche tutele previste per i minori. Il questore può inoltre disporre il divieto di radunarsi con persone determinate in luoghi specificamente individuati, per una durata non superiore a un anno, anche nei confronti di minori che hanno compiuto i quattordici anni. Il divieto si applica a chi abbia tenuto in gruppo comportamenti intimidatori o violenti e sia già stato destinatario di provvedimenti di prevenzione o condannato per delitti contro la persona o il patrimonio.
- Per consentire la convalida degli arresti nei termini di legge in occasione di eventi con un numero rilevante di arresti, è prevista una procedura accelerata per l’applicazione di magistrati agli uffici giudiziari interessati.
- Infine, fino al 31 dicembre 2026, il contingente delle Forze armate impiegato per il controllo del territorio (Strade sicure) è incrementato di 500 unità per la città di Milano.
Una breve analisi del contenuto del Decreto
Dopo i saccheggi avvenuti a Milano e i disordini di piazza in varie città, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera a una stretta sulla sicurezza. Sono otto gli articoli contenuti nel provvedimento.
In sintesi, il nuovo Decreto contiene, in primis, il nuovo reato di “Violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”, che prevede una pena fino a 12 anni di detenzione per chi le promuove sui social.
Viene esteso il fermo preventivo anche ai luoghi affollati, i minori divengono subito imputabili, vengono schierati 500 militari della Folgore per Milano, etc.
Il nuovo reato punisce chi – durante le proteste – utilizza bastoni, mazze o lancia oggetti mettendo a rischio l’incolumità delle persone. In questi casi si rischia una reclusione da due a cinque anni e una multa fino a 20 mila euro.
La pena aumenta se le violenze sono commesse a volto coperto e se si danneggiano infrastrutture o servizi di pubblica utilità.
Chiunque, poi, anche “mediante strumenti informatici o telematici”, organizza o promuove la formazione di gruppi per dar vita a manifestazioni violente rischia la reclusione da quattro a dodici anni.
Tra le altre novità, l’estensione del fermo preventivo anche per “chi turba la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone” che costituisce una misura che varrà anche per i minorenni, ma solo se hanno compiuto 16 anni.
Viene prevista, inoltre, l’estensione dell’arresto in flagranza differita.
Confluisce nel Decreto varato un precedente DDL la presunzione di capacità di intendere e di volere del minore ultraquattordicenne, rendendolo così subito imputabile senza subordinarlo all’accertamento della capacità d’intendere e di volere al momento del fatto.
E’ anche prevista la procedibilità d’ufficio anche per lesioni personali lievi o lievissime procurate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza.
Tra le altre novità c’è anche l’introduzione di un’aggravante per danneggiamento commesso da un gruppo organizzato in occasione di manifestazioni e la possibilità dell’arresto facoltativo in flagranza differita per le ipotesi di danneggiamento.
Si potrà poi adeguare l’organico dei Magistrati nel caso di incidenti sull’ordine pubblico che possono comportare un numero rilevante di arresti in flagranza per consentire la definizione delle procedure di convalida nei tempi previsti dalla legge.
In arrivo, inoltre, multe da 500 a 1.000 euro, raddoppiabili in caso di reiterazione, per i genitori di minorenni – anche non imputabili – che commettano violenze durante manifestazioni.
Tra le altre misure emanate, vi è la possibilità del Questore di disporre il divieto di radunarsi ai minorenni quando cinque o più persone, anche in forma di gruppo, in luogo pubblico o aperto al pubblico, tengono comportamenti intimidatori.
Si tratta di una misura di prevenzione che può interessare anche particolari fasce orarie che può essere rivolta a persone che abbiano commesso, nei cinque anni precedenti, alcuni comportamenti lesivi contro persone e cose o che siano stati già, nei cinque anni precedenti, autori di fatti per i quali sono stati colpiti da provvedimenti di carattere preventivo.
Infine l’Art.8 prevede l’impiego da subito di 500 militari a Milano fino al 31 dicembre, con una spesa di 4,7 milioni di euro.
Come ha chiarito il Ministro dell’Interno Piantedosi, “Il contingente verrà messo a disposizione delle autorità di pubblica sicurezza per concorrere ai servizi che dovranno essere svolti nella città per il controllo del territorio e la sicurezza pubblica della città ed un piano d’azione varato dal Comitato per la Sicurezza”, aggiungendo che “E’ quello il contesto in cui si vedrà la modalità d’impiego di queste risorse e si valuterà se possano essere dotate di qualche funzione innovativa rispetto all’impiego tradizionale, che possa essere una maggiore dinamicità”.
In definitiva, è stato introdotto l’arresto in flagranza differito per devastazione e saccheggio modificando il codice di procedura penale anche riguardo all’arresto in flagranza differito (cioè non quando la persona è colta sul fatto ma subito dopo).
Questa previsione viene estesa: sarà possibile comminare l’arresto in flagranza differito per i reati di devastazione, saccheggio, attentati a impianti di pubblica utilità, partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche, danneggiamento da parte di un gruppo, purché il reato sia dimostrabile, per esempio attraverso video.
Allo scopo di far fronte ad alti numeri di arresti, come nel caso dei fatti di Milano, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha annunciato che, con l’approvazione del decreto, sarà possibile «applicare con effetto immediato e senza la procedura ordinaria» i Magistrati funzionali all’iter di convalida nel rispetto dei tempi stabiliti.
Inoltre, viene introdotto il divieto di uscire o radunarsi non solo per le manifestazioni e l’estensione del «fermo preventivo», non solo in occasione di manifestazioni: la stretta è un tentativo di prevenire anche «scorribande» come quelle che si sono viste nel centro di Milano in assenza di una protesta organizzata.
Si tratta di un fermo preventivo che si aggiunge all’avviso orale del questore che vieta di radunarsi in alcuni luoghi, a volte in alcuni orari, quando cinque o più persone, anche in gruppo, tengano comportamenti intimidatori, molesti o violenti contro persone o cose.
Il fermo preventivo è stato introdotto sin dal mese di febbraio scorso, come innanzi indicato, e potrà essere rivolto a coloro che commettono «fatti e atti che turbino l’ordine e la sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone» e anche ai minori (tra i 14 e i 18 anni).
Conclusioni
Il Decreto, così come approvato, prevede quindi il carcere e maxi sanzioni in caso di disordini in piazza. Nasce il reato di partecipazione violenta a una manifestazione. Punisce persone che si raggruppino in cinque o più e tirino pietre e petardi o usino bastoni, mettendo in pericolo la sicurezza pubblica.
Illustrandola, il ministro Nordio ha parlato dell’impiego di mazze e bastoni, ma anche di «lancio di razzi, bengala e fuochi artificiali scagliati con il rischio per l’incolumità».
Per questo reato la pena è la detenzione da 2 a 5 anni, la sanzione amministrativa è fino a 20 mila euro che sarà aumentata nel caso in cui i responsabili si travisino e se le loro condotte provochino feriti.
Inoltre diviene un’autonoma fattispecie di reato, punita con la detenzione da 4 a 12 anni, l’organizzazione e la promozione di “raggruppamenti violenti, anche «tramite strumenti informatici e telematici».
Approvato il potenziamento dell’operazione «Strade sicure»: 500 militari aggiuntivi saranno inviati a Milano fino almeno al 31 dicembre. Consentiranno di rafforzare i presidi, intensificare la vigilanza dei siti sensibili e aumentare la capacità di controllo del territorio.
Il loro impiego «contribuirà, inoltre, a rendere più efficiente la distribuzione delle risorse, consentendo a polizia e carabinieri di concentrare maggiormente il proprio personale sulle attività di prevenzione, intervento, contrasto dei reati e servizi di ordine pubblico». Tuttavia, è stata accantonata l’ipotesi di ampliarne i compiti e le funzioni che avrebbe dato ai militari i poteri degli agenti di polizia giudiziaria che rasentava l’incostituzionalità, per cui i militari opereranno «in coordinamento con le Forze di Polizia e nel rispetto delle rispettive competenze», ha chiarito il Ministro della Difesa.
Infine, in base al principio del «Chi rompe paga», i danni arrecati saranno risarciti dalle famiglie dei violenti.
In tale ottica, la novità del decreto è l’introduzione di procedure veloci per risarcire i danni provocati durante le manifestazioni violente.
Nel caso di danni a beni pubblici, come le pensiline delle fermate degli autobus o i semafori, il Prefetto invierà l’ingiunzione di pagamento.
Nel caso di danni a privati, come le devastazioni di negozi, vetrine, atti vandalici su auto e moto parcheggiate, il proprietario del bene potrà chiedere un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo al Giudice.
Infine, la sanzione amministrativa «in caso di violenza a persone o cose, commessa da un minore, anche se non imputabile», è comminata ai genitori nella misura da 500 a mille euro, somma che raddoppia in caso di reiterazione.
Il Decreto, comunque, per essere operativo dovrà passare al vaglio del Parlamento e della Opposizione per essere approvato nei suoi aspetti controversi, specie per quanto attiene alla imputabilità dei minori.
Mario Pavone

