Site icon Politica Insieme

Una via praticabile: riduzione disuguaglianze e contrastare i cambi climatici

Il nuovo Global Justice Report del World Inequality Lab (CLICCA QUI) propone una visione radicale ma tecnicamente realizzabile: alzare gli standard di vita della quasi totalità dell’umanità, ridurre drasticamente le disuguaglianze e contenere il riscaldamento globale sotto i 2°C. Non un’utopia astratta, ma un progetto politico che sfida apertamente la narrativa dominante di fatalismo climatico e neoliberismo estrattivo.

Un mondo più equo è anche più sostenibile

Il rapporto sostiene che un mondo più equo è anche un mondo più sostenibile. La crisi climatica e quella sociale non sono due binari paralleli: o si affrontano insieme, oppure si fallisce su entrambi i fronti.

Le tre trasformazioni chiave

Redistribuzione e tassazione dei super‑ricchi

Il rapporto individua nei miliardari — lo 0,001% della popolazione — i principali responsabili dell’impronta climatica globale. La proposta: tassazione patrimoniale progressiva, riducendo la loro quota di ricchezza dal 6% allo 0,05%, mentre il 50% più povero salirebbe dal 2% al 30%.

Risultato atteso entro il 2100

La cornice politica

Thomas Piketty denuncia l’illusione dei “Trump e dei piccoli Trump” del mondo: politiche nazionaliste, fossili e anti‑redistributive che promettono sicurezza ma producono instabilità. Il rapporto propone invece una coalizione globale per la giustizia, con due strumenti chiave:

Perché non è utopia

Gli autori ricordano che:

Il punto politico decisivo

Il rapporto insiste su un principio: nessuna politica climatica funziona se ignora la giustizia sociale. L’esempio dei gilets jaunes è emblematico: una carbon tax regressiva può far crollare qualsiasi strategia verde.

Il messaggio finale

Un mondo abitabile ed equo è materialmente possibile. L’ostacolo non è tecnico, ma politico: costruire una maggioranza sociale che scelga redistribuzione, investimenti pubblici e limiti ecologici condivisi.

Exit mobile version