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Comites: votare è un percorso ad ostacoli. Così si uccide la partecipazione – di Franco Aufiero

Si voterà il 4 dicembre per rinnovare i Comites, i Comitati degli Italiani all’Estero. Sulla carta, sono lo strumento di democrazia più vicino a noi: dovrebbero rappresentarci davanti a Consolati e Ambasciate. Nei fatti, votare è diventato quasi impossibile. E questo spiega perché l’ultima volta ha votato meno del 3% degli aventi diritto.

Per poter votare, un cittadino italiano residente in Germania, regolarmente iscritto all’AIRE, non riceve nulla a casa. Deve prima scoprire che si vota, poi deve collegarsi a FastIt o scrivere al Consolato, compilare un formulario di richiesta di iscrizione nell’elenco elettorale, allegare la fotocopia fronte-retro della carta d’identità e inviare tutto entro il 4 novembre. Se manca un passaggio, niente plico.

È una procedura che scoraggia, soprattutto le persone anziane, chi non ha dimestichezza con il digitale, chi lavora tutto il giorno. Informare non basta se la procedura rimane così farraginosa rischia di essere controproducente e di creare pericolosi percorsi che abbiamo già vissuto sulla nostra pelle di onesti elettori cioè il secondo problema, ancora più grave in Germania: e in Svizzera e in tutta la circoscrizione Europa, Sud America, Nord America e Canada dove vivono La Maggior parte dei connazionali residenti all’estero è una vergognosa raccolta del voto porta a porta.

Poiché il sistema dell’ “opzione inversa” ha svuotato le liste elettorali, le liste candidate ai Comites sono costrette ad andare casa per casa a chiedere alle persone di iscriversi per votare. “Fai la fotocopia della carta d’identità, ti aiutiamo noi a mandare la mail”.

Questo crea due enormi difficoltà:

1. Una fatica immensa per i volontari. Gente che dopo il lavoro deve girare per le città, spiegare una procedura burocratica complicata, raccogliere documenti.

2. Il rischio concreto di annacquare e condizionare il voto. Quando vai a casa di qualcuno e gli chiedi di fare la fotocopia del documento, è inevitabile che scatti la frase: “E già che ci sei, vota per noi, vota per questo, vota per quell’altro”. Non è voto libero, è un voto raccolto, quasi elemosinato. Si presta a pressioni, a confusioni, a promesse. E così si rischia di inquinare quello che dovrebbe essere un momento di democrazia pulita.

Se vogliamo davvero che i Comites rappresentino tutti, la soluzione è una sola: tornare al sistema precedente. Invio automatico del plico elettorale a tutti gli iscritti AIRE, senza domanda preventiva. E voto garantito.

Semplificare non è un favore, è un diritto. Altrimenti, continuiamo a parlare di rappresentanza mentre il 97% degli italiani all’estero resta a casa!
Questa legge va cambiata!
Questa non è democrazia!
Questo non è votare democraticamente.

Franco Aufiero (Coordinatore INSIEME degli italiani all’estero) con la collaborazione del Cav. Maurizio Giangreco (Caporedattore e Membro del Direttivo Pulse of Europe Düsseldorf – Germania)

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