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Quel che oggi pensa Milano, domani lo pensa l’Italia – di Domenico Galbiati

“Quel che oggi pensa Milano, domani lo pensa l’Italia”.  Così scrisse Gaetano Salvemini in un saggio pubblicato nel 1899. Un’affermazione che torna d’attualità.

Pare che a Bruxelles si stia seriamente valutando l’opportunità di collocare a Milano una nuova Agenzia europea per l’etica dell’IA. Sì, Milano pensa. E gioca d’anticipo su più fronti.

Non è la città di un “fare” affaccendato. È la città che della cultura del lavoro e dell’impresa ha fatto una ragione d’identità e un motivo d’orgoglio. È la città dell’innovazione e della grande cultura: la Scala, la Biblioteca Ambrosiana, Brera, il Piccolo Teatro. Le grandi università: pubbliche e private.

A Milano hanno storicamente trovato una felice integrazione la cultura liberale, l’umanesimo socialista, il cattolicesimo sociale ambrosiano. Deve interpretare il ruolo che storia e geografia le hanno assegnato: spazio geopolitico di connessione tra l’Europa del Nord e l’Europa mediterranea.

Domenico Galbiati

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