L’ “omelia” di cui ci fa dono Berlusconi dalle pagine de “Il Giornale” ( CLICCA QUI ) può rappresentare una ventata di novità e di freschezza, nel nostro ammuffito panorama politico. Purché alle parole seguano i fatti. A cominciare dal benservito alla Meloni, in nome del decantato “europeismo” e pure del “garantismo” ed anche del “liberalismo” e se non bastasse osservando che tanto fervore cristiano nulla ha a che vedere con il “Dio, Patria, Famiglia” di una destra che conserva nel suo simbolo la fiamma tricolore del vecchio MSI, a memoria imperitura del più oscuro passato del Paese.

Così come è lecito attendere, a tanto acme di devozione cristiana, che Berlusconi alzi un monito severo ed ultimativo nei confronti di Salvini che non manca un giorno di soffiare sul fuoco di una avversione nei confronti dei migranti talmente pregiudiziale da risultare francamente disumana, al punto di evocare, sollecitare e legittimare sentimenti che taluni potrebbero spingere fino ed oltre vere e proprie forme di odio. Nulla a che vedere con la storia, la cultura, la civiltà di un un Paese in cui “non possiamo non dirci cristiani”. Restiamo in vigile attesa.

La politica ha una logica che impone una consequenzialità tra le parole ed i fatti. Se questa viene meno si scivola nel vaniloquio e nella propaganda gratuita ed, a quel punto, le ispirate espressioni di Berlusconi rischierebbero di dover essere derubricate al rango dei rosari di Salvini.

E’ vero che ci avviamo verso appuntamenti politici delicatissimi, a cominciare dalle elezione del Presidente della Repubblica, ma a maggior ragione, il cristianesimo, l’ispirazione che la politica ne può trarre meritano rispetto e non possono essere sbandierati come specchietti per le allodole. Del resto, almeno per due su tre dei democratici-cristiani Padri fondatori dell’ Europa che lo stesso Berlusconi ricorda, è in corso il processo di beatificazione a riprova della necessaria coerenza e della radicalità della testimonianza personale di cui è necessario dar prova per incarnare sul piano storico valori esigenti come quelli che alla visione cristiana della vita si rifanno.

Domenico Galbiati