Il Presidente degli Stati Uniti Joe Biden e i leader di Australia, India e Giappone si sono riuniti per la prima volta in presenza per rilanciare il ruolo del loro gruppo, il cosiddetto Quad, al fine di assicurare un’area Indo-Pacifica stabile e democratica. Un ulteriore tassello cesellato contro la  Cina.

La conferma di quel che Joe Biden sta costruendo pezzo dopo pezzo per contenere la super potenza asiatica, nonostante essa non sia stata neppure citata nel corso del vertice che, con il Presidente degli Stati Uniti, ha visto la partecipazione del Primo ministro indiano Narendra Modi, quello giapponese, Yoshihide Suga, e quello australiano, Scott Morrison. Quest’ultimo è ancora al centro del caso creato dalla recente decisione di acquistare sottomarini a propulsione nucleare, con tecnologia anglo – americana, invece che quelli a diesel della Francia, all’interno del clamoroso accordo che ha dato vita al Patto Aukus, con Stati Uniti e Regno Unito.

E’ stato proprio Morris a spiegare il senso del Quad: “Noi democrazie liberali crediamo in un ordine mondiale che favorisca la libertà e crediamo in un Indo-Pacifico libero e aperto, perché sappiamo che ciò che offre una regione forte, stabile e prospera”.

Gli esperti leggono nell’espressione “libero e aperto” una sorte di parola d’ordine che esprime la preoccupazione per l’abnorme crescita della presenza economica, diplomatica e militare cinese, e si riferisce al controllo delle rotte marittime internazionali del Mar cinese e del resto dell’area oceanica.

Il Quad è solo l’ultimo sistema di alleanze pensato da Washington all’interno di una rete di relazioni internazionali dopo il già citato Aukus e il Five Eyes, che comprende Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti.

I partecipanti al Quad hanno precisato che non  si tratta di un’alleanza militare, ma di “un raggruppamento informale di stati democratici “, come ha detto un alto funzionario dell’amministrazione statunitense.