Oggi ( ieri per chi legge, ndr )è il 20° anniversario della tragedia delle “due torri”, simbolo di una dura sconfitta del mondo occidentale e del trionfo dei talebani, soprattutto alla luce del recente abbandono di Kabul deciso da Biden
(ma con l’aiuto di Trump). Circa un mese fa, il 15 agosto, si è ricordato con molto meno risalto il 50°
anniversario di un altro abbandono: la “fuga” del dollaro dall’accordo di Bretton Woods del 1944 con cui
veniva stabilita la convertibilità del dollaro in oro al prezzo fisso di 35 dollari per oncia. Fu un abbandono
che favorì la sovranità monetaria del dollaro. Una sovranità senza più alcun controllo esterno e quindi
pericolosa.

Era la fine del “gold exchange standard” e l’inizio dell’era dei tassi di cambio flessibili, ossia della grande
“indisciplina” monetaria da parte degli Stati Uniti causata dall’invasione all’estero delle imprese
multinazionali Usa e dalla crescente emissione di dollari non più garantiti dall’oro di proprietà Usa. Era
anche il preavviso della devastante crisi petrolifera del 1973 e del potere politico ed economico del mondo
arabo, sino ad allora inesistente.

Pochi sanno che dal 1974 sino ad oggi gli Stati Uniti non hanno più avuto un surplus commerciale e
hanno sempre pagato le loro crescenti importazioni in dollari, che tutti accettavano (lo zio Sam era il
sovrano). Hanno così lasciato una valanga di dollari in mani straniere. Tanto che oggi alcuni Paesi iniziano
a rifiutarli e nel Salvador li affiancano come moneta legale al bitcoin, ossia a una “non moneta”, priva di
ogni ente emittente, di ogni controllore, per di più una “non moneta” non solo flessibile, ma flessibilissima,
cioè con variazioni al rialzo e al ribasso di tale ampiezza che nessuna persona sana di mente accetterebbe
come moneta legale. Eppure il Salvador ha approvato questa pazzia… …

È la dimostrazione di quanto confusa e drammatica sia l’attuale situazione del nostro mondo politico e
finanziario, che non si è ancora ribellato a un tale scempio della logica, a una invenzione diabolica favorita
dalla nascita degli algoritmi e del mondo digitale. Si tratta di un “digitus” di Satana che minaccia di
sconvolgere la vita di tutti, se il fenomeno delle cripto valute dovesse continuare a crescere senza alcuna
opposizione (e anzi del favore) di chi ci governa. Federal Reserve, BCE, Banca d’Italia, dove siete? Vi fate
precedere dalla Russia e dalla Cina? Nel frattempo alcune banche dette “di affari” pensano di navigare presto
nell’oro del futuro, ma ci porteranno nello stagno. Possibile? Basta cliccare su Google BITCOIN AND
MINING per capire in quale “miniera” ci stanno portando pochi “poteri” folli con la creazione delle cripto
valute.

Già l’etimologia di “cripto” (che significa “nascosto, coperto, simulato”) dovrebbe far suscitare
dubbi. Poi si dice che chi crea questa “monnezza” (la estrae dalla “miniera” di un computer) viene premiato
non in dollari ma con “cripto tokens” (gettoni). Ma da chi? Non preoccupatevi, tutto è registrato e protetto
nella “blockchain”. Ma dove? A quale indirizzo? Non preoccupatevi, si tratta di una scoperta geniale
(appunto, diabolica). Il tutto è protetto dal più assoluto anonimato (leggi il significato di cripto). Ma allora
come si può pagare la tassa sull’eventuale plusvalenza, che alcuni Stati si illudono di prelevare? Infatti su
Google si parla anche del regime fiscale del bitcoin. Ma quale governo lo ha mai previsto e regolato? Il
Salvador? Ma siamo seri! A partire dal governo degli Stati Uniti, vero responsabile – da Kennedy, Johnson
e Nixon in poi – di tanto disordine economico e finanziario, con la complicità del Fondo Monetario
Internazionale, sempre succube del re. Europa svegliati!

Giovanni Palladino

 

Pubblicato su Servire l’Italia