C’è una sorta di emergenza nell’emergenza, rappresentata dal confine con l’Austria, che ha fondamentalmente sospeso il trattato di Schengen, ripristinando quindi la frontiera. In generale la pandemia Coronavoirus sta colpendo duramente l’export italiano, per una serie di motivi legati non solo ai trasporti.

Le associazioni di categoria (Confagricoltura, Coldiretti, Conftrasporti) sono mobilitate chiedendo interventi urgenti al Governo per contrastare il ripristino delle frontiere (anche la Slovenia si è mossa in questo senso).

Coldiretti, con riferimento alla chiusura austriaca, segnala che dal varco del Brennero (fra i due paesi) passa «quasi la metà delle esportazioni italiane per un valore vicino ai 200 miliardi di euro di merci Made in Italy dirette lungo la traiettoria del Corridoio Scandivano-Mediterraneo (Austria, Germania, Danimarca, Svezia, Norvegia e Finlandia e tre paesi dell’Est Europa, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca)». E ancora: «l’88% delle merci in Italia viaggia su gomma e il valico alpino – sottolinea la Coldiretti – rappresenta un punto privilegiato di sbocco sui mercati esteri».

Conftrasporti si rivolge al Governo chiedendo di intervenire nei confronti dell’Austria, anche solo per individuare procedure più di controllo più snelle, che evitino le code alla frontiera e i ritardi nelle consegne, e potenziando i meccanismi attuali di controllo anche attraverso il coinvolgimento diretto del personale italiano.

Segnaliamo che la Commissione Ue sta affrontando in queste ore, fra le altre cose, l’impatto che il Coronavirus sta avendo su catene di approvvigionamento e flussi commerciali.

La proposta che Confagricoltura porta al tavolo europeo: «eliminare tutti i dazi aggiuntivi introdotti negli scambi commerciali internazionali. Sarebbe un modo immediato e diretto per sostenere il commercio e l’attività economica in uno scenario che è diventato particolarmente difficile su scala mondiale».

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