È giunto al pettine il nodo politico e giudiziario legato alla decisione parlamentare di negare ai magistrati inquirenti l’accesso ai messaggi scambiati tra l’ex Sottosegretario alla Giustizia Delmastro e l’ex socio di un ristorante romano, oggi in carcere perché ritenuto vicino al clan dei Senese.
La maggioranza ha fatto quadrato, impedendo ai magistrati di verificare la natura dei rapporti tra i due. Forse, un accesso ai messaggi avrebbe consentito di chiarire che Delmastro fosse del tutto ignaro delle frequentazioni del suo socio. Ma così non è stato.
Ora, però, siamo tutti autorizzati a pensare di tutto. Perché quando si rinuncia alla trasparenza, si rinuncia anche alla fiducia. E tornano alla mente due massime antiche ma sempre attuali:
- quella della moglie di Cesare, che deve non solo essere, ma anche apparire senza ombre;
- e quella popolare, che ammonisce: “Male non fare, paura non avere.”
Due principi che sembrano dimenticati in un Parlamento dove la prudenza politica prevale sulla chiarezza morale.
Si vede che qualcuno ha dimenticato le migliaia di volte in cui ha detto di essere entrata in politica in omaggio ad uno degli alfieri della lotta alla mafia, Paolo Borellino.![]()