Digitalizzazione scolastica “significa integrare tecnologie digitali nell’insegnamento e nell’apprendimento” come per esempio lezioni con il computer, sfruttamento delle risorse on-line e comunicazione scuola-famiglia via e-mail.
La digitalizzazione scolastica serve all’insegnante in quanto è un valido supporto per l’organizzazione e la gestione della propria attività professionale; per esempio tramite la rete internet si può disporre di numerosi servizi che aiutano nella crescita culturale (reperimento materiali, comunicazione/collaborazione a distanza con colleghi ed esperti); si può migliorare e facilitare il processo di apprendimento degli alunni che alle tecnologie dell’informazione sono abituati dal momento che crescono e vivono immersi nella società dei media.

L’amministrazione scolastica ha dedicato e dedica molta attenzione alla formazione dei docenti per l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Infatti è stato promosso con importanti finanziamenti il potenziamento delle infrastrutture tecnologiche delle scuole e sono state potenziate reti locali e remote conformemente alle direttive U E. Tuttavia, nonostante tutti i risvolti positivi nell’insegnamento e nell’apprendimento, all’inizio specialmente si è notata una certa resistenza da parte dei docenti (la sottoscritta compresa) all’uso delle nuove tecnologie e non sempre esse sono state usate a supporto della didattica. Oggi per fortuna sono una realtà le strategie di apprendimento in rete, dette di e-learning, cioè modalità d’uso delle tecnologie informatiche e della comunicazione a supporto dei processi di insegnamento/apprendimento basati sull’erogazione elettronica di contenuti.

Date le suddette premesse, a qualcuno non inserito nel mondo della scuola, all’uomo comune viene spontanea la domanda: – E allora a cosa serve ancora l’insegnante? In realtà, tale considerazione è legata al concetto di cultura come puro nozionismo che potrebbe anche avere validità se rivolta a un adulto, ma non a una personalità in età evolutiva. In tal caso l’insegnante non solo informa (e per questo può bastare il computer), ma forma e in questo non può e non deve farsi sostituire dal computer.

L’insegnante sicuramente deve conoscere e trasmettere bene la sua materia di insegnamento e in questo il computer può aiutarlo, ma deve sapersi relazionare con l’alunno (bambino o adolescente) in un rapporto umano intenso. Sotto questo aspetto è giusto che l’insegnante conosca la pedagogia e la psicologia dell’età evolutiva (illuminante in tal senso è il testo “Psicologia dell’intelligenza” di Piaget). Quindi, le tecnologie digitali integrano il lavoro dell’insegnante, non lo sostituiscono perché la figura del docente, come quella del genitore, è insostituibile nella formazione.

Compito dell’insegnante non è solo istruire, cioè fornire all’alunno “un complesso organico di nozioni tecniche, mediante l’insegnamento” (Devoto – Oli – Dizionario della lingua italiana). Compito dell’insegnante è formare, dare cultura nel senso più completo del termine, cioè “quanto concorre alla formazione dell’individuo sul piano intellettuale e morale e all’acquisizione del ruolo che gli compete nella società”.

In conclusione, un insegnante, utilizzando le tecnologie digitali, ha il supporto per far fronte alle esigenze formative del discente; in pratica le informazioni e conoscenze digitali fungono da base per fare di lui un vero educatore.

Antonietta Rubiconto

About Author