Una riflessione necessaria, non rassegnata.
In questi giorni si parla molto della possibilità che l’Europa debba “prepararsi alla guerra”. È un tema scomodo, ma ignorarlo non ci rende più pacifisti: ci rende solo più vulnerabili.
Per me, prepararsi non significa accettare la guerra come destino, né considerarla un esito naturale della storia. Significa riconoscere che la pace non è garantita da sola e che le democrazie hanno il dovere di proteggere i propri cittadini senza imitare i modelli autoritari.
La deterrenza non è una corsa al riarmo. È la capacità dell’Europa di difendersi come soggetto politico unito, con decisioni trasparenti, legittimate, spiegate.
Un pacifismo serio non rimuove il conflitto: lo affronta per impedirne la normalizzazione.
La guerra non è inevitabile. Prepararsi serve proprio a questo: perché non lo sia. Perché la storia resti uno spazio di scelta, non una condanna.
Gianni Bottalico