Il caro Antonino Calogero invia una lettera a tutti gli altri amici di Insieme. Un messaggio che merita una risposta articolata e, soprattutto, operativa da parte di tutti noi; a partire da chi è stato chiamato a responsabilità ben precise. Intendo tornarci sopra, ma intanto mi pare opportuno chiarire in merito al passaggio in cui Antonino scrive: “Innanzi tutto va soppressa la teoria che serpeggiava prima e durante il congresso che il partito sia diviso in un “noi” di buoni e fedeli all’ispirazione iniziale del partito e in un “loro” cattivi che vogliono distruggere il partito”.

Ebbene, io ritengo che Insieme è un partito che dà fastidio a molti. Costituiamo la dimostrazione concreta che può esserci una posizione politica, laicamente ispirata, in grado di farsi carico di portare l’ispirazione cristiana nel concreto delle cose e, così, rispondere alle attese della gente. A partire da quella più trascurata, ancorché costituisca la maggioranza di questo Paese.

E’ il nostro senso vero dell’autonomia ad essere vissuto come una pietra d’inciampo da parte delle forze politiche tradizionali e da quegli esponenti cattolici che hanno contribuito alla diaspora schierandosi con una parte o con l’altra. E ancora continuano a farlo.

E’ la nostra intenzione di essere partito programmatico, perché solo così si fa una politica vera, alta, riconoscibile e costruttiva, a distinguersi rispetto a chi continua a raccontare e a vivere la dialettica pubblica solamente come gioco di schieramento e, in questo, è impegnato a conservare lo status quo.

E’ la nostra volontà di presentare facce nuove a costituire un altro elemento di contraddizione per un sistema politico che le facce, invece, spesso logore, le perpetua magari all’ombra di quei leader che continuano a rappresentare un sistema autoreferenziale e animato da mero spirito di conservazione.

Il congresso d’Insieme è stato importante perché, pur schierandosi per la Mozione 1, come ho fatto io, o per la Mozione 2, come ha fatto Antonino Calogero, la stragrande maggioranza ha detto con chiara voce, fuori e dentro il Partito, che Insieme vuole andare avanti riassumendo e rilanciando i propri principi ispiratori. Per questo, nella chiarezza, abbiamo vinto tutti.

GI

Quello che segue è la lettera di Antonino Calogero

 

Cari amici,

da semplice iscritto desidero proporvi alcune considerazioni in merito allo sviluppo del nostro partito.

Comincio sottolineando alcuni elementi di forza che abbiamo e che dobbiamo valorizzare.

Abbiamo una piattaforma programmatica ricca ed articolata di alto livello.

Abbiamo una pluralità di dipartimenti nazionali tematici.

Abbiamo un Consiglio Generale nuovo selezionato dalla base del partito e rappresentativo dei territori.

Abbiamo un centinaio di persone che essendosi volontariamente candidate al Consiglio Generale hanno implicitamente offerto la loro disponibilità a porsi a servizio del partito a livello nazionale e che quindi possono essere tutte utilizzate per potenziare il funzionamento del partito.

Abbiamo il gruppo comunicazione di Mario Morcellini che ha in sé eccellenti professionalità.

E’ stata approvata dall’assemblea la mozione Risso sulle linee guida per le elezioni amministrative che determina il nostro collocamento politico escludendo sudditanze ai poli di destra e sinistra attualmente prevalenti in Italia.

E’ stata approvata dall’assemblea la mozione Verga che colloca INSIEME nel Partito Popolare Europeo, confermando senza ombra di dubbio la nostra collocazione nel solco tradizionale del popolarismo italiano ed europeo.

Al fine di utilizzare al meglio queste risorse credo si possano mettere in atto alcune cose.

Innanzi tutto va soppressa la teoria che serpeggiava prima e durante il congresso che il partito sia diviso in un “noi” di buoni e fedeli all’ispirazione iniziale del partito e in un “loro” cattivi che vogliono distruggere il partito. Tali voci sono inaccettabili per ogni iscritto a questo partito. Se qualcuno iscritto a questo partito ha compiuto atti volti a danneggiare il nostro partito va denunciato ad un costituendo collegio dei probi viri e buttato fuori dal partito.

Mi permetto di chiedere l’abolizione dei garanti. La sola parola “garante” mi richiama con ribrezzo Beppe Grillo. Io non voglio nessun garante. Io voglio un partito di liberi ed uguali e non di soci di serie A e soci di serie B. Occorre invece un collegio dei probi viri come in ogni associazione che si rispetti.

Convocazione al più presto dei congressi regionali ed elezione degli organi regionali del partito.

Elezione dei responsabili provinciali del partito e nomina di commissari provinciali nelle province in cui non abbiamo iscritti.

Costruzione di una struttura di collegamento e di comunicazione tra la base del partito e i suoi vertici nazionali. Non si deve mai più verificare la disfunzione per cui i nostri iscritti ricevono solo voci e informazioni frammentarie su quello che avviene negli organi nazionali del partito. Ogni iscritto ha diritto a ricevere costante e aggiornata informazione delle attività del partito a tutti i livelli. Serve una newsletter.

Se ci sono le forze sufficienti sarebbe utile un giornale organo ufficiale del partito. Voglio sapere cosa dice il partito INSIEME, non solo ricevere articoli di Politica Insieme, che svolge un utile ruolo culturale, ma che non è INSIEME… almeno credo.

Voglio un partito che stia sul pezzo non che sia fuori sincronia con l’attualità della politica. Abbiamo i dipartimenti nazionali che devono essere potenziati (anche con l’eventuale contributo di persone non iscritte al partito) e che devono monitorare attentamente l’attività di parlamento italiano, governo italiano, parlamento europeo e commissione europea.

Serve una direzione nazionale che prenda posizione tempestivamente e pubblicamente. Consultando velocemente i dipartimenti di pertinenza, approvando in tempi rapidi una propria presa di posizione, dandone comunicazione agli iscritti, comunicandola all’esterno attraverso un comunicato stampa redatto dal nostro ufficio stampa. Dico redatto dal nostro ufficio stampa perché decidere e comunicare sono 2 competenze diverse che vanno affidate ad organi tecnici diversi. Sarà cura del team comunicazione nazionale e di quelli regionali divulgare con ogni mezzo disponibile i nostri comunicati stampa. Che possono essere eventualmente realizzati anche in forma video.

Va ristrutturato e potenziato il team organizzazione nazionale e vanno istituiti, dove non siano già presenti, i team organizzazione regionali che devono essere lo scheletro del partito.

Va valorizzato al massimo il gruppo Morcellini per la comunicazione. Va istituito uno o più portavoci del partito scegliendo le persone migliori per comunicare il partito. Gente esperta, in grado di promuovere il partito e di combattere in uno studio televisivo.

Va istituito un team nazionale tesseramento, e dove non siano già presenti, vanno istituiti i team regionali tesseramento. Vanno radicalmente modificate le modalità di adesione a questo partito. Non voglio mai più vedere le disfunzioni nel tesseramento che ho visto sino ad oggi. Come ho detto, ci sono un centinaio di persone che si sono messe a servizio del partito a livello nazionale: usiamole.

Mai più un congresso nazionale fatto come quello di luglio 2021 con convocazione di tutti gli iscritti a Roma. I congressi vanno fatti con i delegati inviati a Roma da tutti i territori in cui è presente il partito, non penalizzando chi non aveva i soldi per andare a Roma e chi non aveva le capacità tecnologiche per partecipare online.

Serve creare un archivio degli iscritti dove siano presenti le competenze di ciascuno di noi. Dobbiamo creare una rete di competenze da mettere a disposizioni di tutti e in particolare dei nostri amministratori. Se serve qualcuno esperto in riciclaggio dei rifiuti, in fognature, in missioni militari di pace all’estero, in centri socio-educativi per minori o in qualsiasi altro ambito dobbiamo sapere dove pescare, a chi chiedere, con chi parlare.

Dobbiamo riprendere la campagna di tesseramento perché dobbiamo allargare la base del nostro partito. Serve un partito fatto di popolo, non di pochi.

Ottimo il concetto di rete. Il progetto federativo con altre sigle, sigline e siglette che per di più non vanno d’accordo tra loro e che sognano posti a sedere a destra e a sinistra è utopico. Inoltre richiederebbe tempi lunghi e noi non abbiamo tempo da perdere. Inoltre obbedirebbe al solito principio della lottizzazione per cui bisogna mettere dentro Tizio e Caio perché appartengono a questo e a quello. Il partito-federazione fatto con le figurine e le vecchie glorie non ci serve.
Diversamente noi dobbiamo pensare a potenziare il nostro partito e funzionale da traino per quei gruppi che vogliono seguire il nostro partito e la nostra linea politica. Pescando con la nostra rete quello che eventualmente di buono si riesce a pescare nel grande mare dei popolari dispersi, dentro e fuori dalle sigle.

Dobbiamo dimostrare che la democrazia, se dotata di un’eccellente e motivata organizzazione è in grado di essere efficiente e comunicativa.

Sono solo un po’ di mie idee personali. Fatene quello che volete.

Vi abbraccio forte.

Antonino Calogero

semplice iscritto ad INSIEME Verona