“Morire è un passaggio verso la Vera Vita” (1).È questo il titolo dell’ultima fatica terrena di Giovanni Palladino, un uomo buono, colto, pio, intelligente, operoso e amato da tutti coloro che hanno avuto la ventura di conoscerlo e di conoscere la storia sua e della sua splendida famiglia.

Giovanni ci ha lasciato stamattina (ieri per chi legge, ndr) dopo 82 anni di vita intensa, vissuta con generosità e grandissimo impegno culturale, sociale e politico.

Anche se oggi in cielo è festa, quaggiù, almeno io, faccio fatica a non sentire un vuoto riempito da una profonda tristezza. Il tratto di strada che ho percorso assieme a lui la considero una vera grazia. Un uomo come Giovanni è una perla molto rara da trovare. L’ho incontrato ieri, circondato dai suoi cari, ancora lucido e appassionato, con una forza residua impensabile, che Dio solo sa come e dove abbia potuto trovare.

Mi ha scritto con fatica e risolutezza alcuni appunti sul da farsi, un pro-memoria per me e per tutti gli amici di Servire l’Italia.

Rileggendo ora le sue parole scritte ieri sera (non poteva parlare più da tempo) e leggendo il suo ultimo libro-testamento che mi ha donato, ho ritrovato il senso di quelle pronunciate prima di morire da don Sturzo: “Prego Dio che il mio grido sopravviva alla mia tomba”. E cosa mi ha “gridato”, scrivendo, ieri sera Giovanni? Quello che ha perseguito da decenni, ormai: L’Unità politica e operativa dei cattolici.

L’ho scritta maiuscola e in grassetto, non a caso, la parola Unità, perché nei nostri colloqui di sempre è apparsa spesso essere come una fatica di Sisifo il solo provarci, un masso enorme da far rotolare con grande volontà e fiducia,
ma con forze umane e materiali sempre troppo scarse e volatili. Ma nonostante le delusioni, fino alla fine dei suoi giorni, non ha mai desistito dall’invitare se stesso e tutti noi a riprovarci, spes contra spem.

Ieri mi ha detto che nutre fiducia nel tentativo di “Insieme” di riuscire nell’intento. La vorrei considerare una benedizione per l’iniziativa. Benedizioni che implorerà direttamente per mezzo di don Luigi Sturzo e di Maria Valtorta, quando li incontrerà lassù.

Per il destino di Servire l’Italia i desideri da lui espressi e da me condivisi sono conformi al primo “mandato”: lavorare per l’Unità. Perciò mantenere Servire l’Italia potrebbe essere una buona scelta, qualora nella prossima assemblea necessaria i nomi “forti”, che non mancano fra noi, intendano incaricarsi di presiedere e dirigere il nostro consesso. Invero da molti anni la partecipazione attiva di troppi si è ridotta a poco o niente.

Nel caso che non si trovasse una dirigenza politico-culturale in grado di fare da spalla per lo scopo unitario e il sostegno attivo al compito “gridato” da Giovanni, sarà meglio chiudere l’impresa. Io, senza Giovanni, non ho la giusta levatura culturale e materiale per assistere il mandato ricevuto che riguarda il tentativo di Insieme.

Immagino che le grandi personalità che nobilitano la lista di associati e lettori dei flash di Servire l’Italia, vorranno contribuire meglio di me al ricordo del nostro comune grande amico. Cercheremo di pubblicare ogni contributo.
Un abbraccio a tutti.

Giampiero Cardillo

 

Eleonora Mosti per conto di tutto INSIEME ha espresso così il nostro cordoglio

I tanti scritti su Sturzo, l’emozione di quando parlava del padre Giuseppe, esecutore testamentario di don Luigi Sturzo, il sogno di vestire la politica con nuovi abiti come la competenza, il coraggio, l’onestà,il servizio ablativo per il bene comune, tutto questo pacchetto valoriale era nel cuore di Giovanni Palladino che ho avuto il dono di conoscere nel 2009. Fu lui che mi fece comprendere l’urgenza di mettere in campo una nuova politica alla luce del pensiero sturziano. Giovanni Palladino è sempre stato un uomo ricco di generosità con tutti, questo il valore che lo caratterizzava e la creazione di un nuovo partito come Italiani Liberi e Forti ,di cui fui la vice segretaria politica fu la concreta azione rispetto a tante parole.

Ora il dolore per la sua perdita è forte, ma credo altrettanto fortemente che il suo rapporto con il Signore, così cresciuto da quando si occupava della missione evangelizzatrice dell’opera della Valtorta, lo vede oggi alla presenza di Gesù con quella sua umile grandezza .Lo immaginiamo che lo ringrazia della sua vita, per la sua grande famiglia, per i tanti amici e compagni di viaggio politico e spirituale che hanno dato significato alla sua esistenza e in ultimo alla malattia che sicuramente avrà offerto al Signore dal primo momento a sconto di una società così difficile.
Grazie Giovanni per quello che hai fatto a tanti di noi,alla tua Italia,tanto amata e desideroso di vederla tornare nel suo splendore di sempre.

Grazie per le parole che prima di lasciarci hai voluto trasmetterci a proposito del Partito Insieme, faremo come tu hai suggerito. Aiutami e aiutaci dal Cielo, abbracciato a don Sturzo e Mons. Simoni perché questo desiderio comune continui attraverso la vostra intercessione. Ora sei veramente Libero e Forte!

 

(1) Giovanni Palladino, Morire è un passaggio verso la vera vita. Ed. Rubbettino, prefazione di mons. Francesco Maria Tasciotti, (sarà acquistabile anche su Amazon al prezzo di €10).

Si sta organizzando una presentazione a cura di Fratel Donato Petti presso l’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane che dirige.

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