Ci ha lasciato Giuseppe Costa, Beppe per tutti i suoi vecchi e nuovi amici. La sua, un’intera vita di passione politica. Dopo aver militato a lungo nella Democrazia cristiana, è stato negli ultimi decenni impegnato nella Forza Italia genovese e ligure.

Conobbi Beppe non appena si avviò l’esperienza di Politica Insieme. Per la forte e continua consuetudine di rapporti con Alessandro Comola, organizzò subito a Genova un incontro con noi due e monsignor Simoni, cui parteciparono tantissimi amici da lui spinti a conoscere la novità rappresentata da una proposta tendente alla riproposizione di una iniziativa politica nuova, fortemente d’ispirazione cristiana, ma laicamente intesa. Anche da lui concepita mettendo in rilievo le dinamiche sociali ed economiche proprie dei territori capaci di una loro carica di vitalità e di partecipazione.

Da allora in poi i contatti sono stati continui. Ricchi di riflessioni e suggerimenti perché la successiva nascita di Insieme potesse rappresentare veramente una originalità capace di riunire e di includere credenti e non credenti, quanti sono animati dalla sensibilità di riconoscere che è venuto il momento per impegnarsi per il Paese e la propria realtà locale con generosità ed altruismo.

Forte il suo continuo suggerimento di aprirsi al nuovo e ai giovani, consapevole del fatto che le vecchie generazioni hanno il dovere di restituire quello che hanno ricevuto.

Adesso, Giuseppe ci manca, ma sappiamo che quanto ha seminato spunterà. Noi dovremo fare di tutto per non tradire la sua passione.

Giancarlo Infante

 

Qui di seguito pubblichiamo un ricordo di Beppe pubblicato su Il Secolo XIX a firma di Bruno Viani che gentilmente ci ha autorizzati in tal senso.

Se n’è andato uno degli ultimi signori della politica, Beppe Costa, 76 anni, ex consigliere comunale a Genova della Dc prima e del Pdl poi, infine responsabile regionale dei Seniores di Forza Italia. La settimana scorsa era andato al San Martino per una coronarografia di controllo ma il suo cuore rattoppato è andato in arresto e, dopo una prima apparente ripresa, domenica le sue condizioni sono precipitate. La famiglia (lascia la moglie Claudia e la figlia Valentina) ha deciso di mantenere il massimo riserbo e ha chiesto che le esequie siano in forma strettamente privata, ma già ieri sono arrivate tantissime manifestazioni pubbliche di cordoglio.

«Per Beppe la politica era un servizio – ricorda Giorgio Mulè, sottosegretario alla Difesa e deputato di Forza Italia – Noi restiamo orfani della sua saggezza». Amico personale di Silvio Berlusconi (si sentivano telefonicamente più volte al mese e i consigli medici di Costa erano graditi ad Arcore), non aveva fatto della vicinanza al leader uno strumento per cavalcare posizioni personali. La storia politica di Beppe Costa è lunga: siciliano di origini e diplomato alla scuola militare Nunziatella di Napoli, medico con specialità in chirurgia, era arrivato a Genova per lavoro ma aveva dovuto lasciare presto le sale operatorie per problemi a una mano e alla vista. E la passione per la politica aveva riempito la sua vita per quarant’anni: era entrato per la prima volta nella Sala Rossa di Palazzo Tursi nel 1981, all’opposizione nella seconda giunta Cerofolini. Da lì in poi, salvo una breve parentesi, avrebbe vissuto in prima persona tutte le battaglie del centrodestra cittadino. Lui democristiano di destra (la sua corrente era quella andreottiana genovese alleata con i gruppi che facevano capo alle correnti di Taviani e Orsini) avrebbe attraversato, dai banchi d’opposizione del consiglio, le giunte Sansa, Pericu e Vincenzi, scegliendo il Pdl dopo la fine della Balena Bianca per confluire poi in Forza Italia. Ma era rimasto sempre orgogliosamente capace di mantenere un’autonomia di pensiero: posizioni critiche che lo facevano dissentire, anche se mai platealmente, dall’avvicinamento del partito Berlusconiano alla Lega di Salvini. Le attestazioni di stima Il presidente della Regione Giovanni Toti ha espresso «profondo cordoglio a nome mio e di tutta la giunta per la scomparsa di Giuseppe Costa. Con lui se ne va una pagina della politica genovese e ligure, genuina e onesta». Cordoglio espresso anche in una nota firmata dal coordinatore regionale di Forza Italia Carlo Bagnasco, dai parlamentari Roberto Bagnasco e Roberto Cassinelli, dal capogruppo di Forza Italia in Regione Claudio Muzio, dal capogruppo in Comune Mario Mascia. Insieme a Costa si era riunito negli ultimi anni un gruppo di storici militanti o simpatizzanti Dc che avevano ancora voglia di farsi sentire: tra loro Aldo Carmine, Cino Negri, Emanuele Remondini, Edmondo Forlani, Gianni Vassallo, Giovanni Pessagno, Maria Pia Bozzo, Sandro Levrero, Mario Epifani. Pasquale di Pietro, Giovanni Bagnara, Luigi Mor e Alessandro Comola. Ma anche chi gli era avversario o ha poi seguito strade diverse ricorda Costa con grande rispetto. «Un gentiluomo» secondo l’ex sindaco Beppe Pericu. E Raffaella Paita: «Era una persona attenta ai problemi della sua città, pronto al dialogo con tutti, mai aggressivo: orgoglioso delle sue idee ma sempre rispettoso di quelle degli altri». «Eravamo su posizioni diverse, lui Forza Italia e io An, lui un liberista e io un sociale – ricorda Giuseppe Murolo, oggi Fratelli d’Italia – poi eravamo confluiti nel Pdl». E da lì strade divergenti: Fi e Fdi. «Ma persone come lui o come Castellaneta, quando a Genova era difficile essere alternativi alla sinistra, erano in prima fila»

Bruno Viani