Colpo su colpo. I sostenitori del Si e del No sono determinati a giocarsi la partita fino all’ultimo voto. Oggi la premier Giorgia Meloni parla a Milano in un clima sempre più incandescente con alcuni Ministri a fare da contorno al Guardasigilli che gira l’Italia in lungo e in largo.
Dopo la costituzione del gruppo interparlamentare per il Si con esponenti di primo piano del centrodestra e del centrosinistra, c’è da registrare una presa di posizione del Comitato Camere Penali per il Si a confrontarsi nel merito del quesito referendario.
Da parte dei contrari alla riforma ci sono inviti ad abbassare i toni nell’ultima settimana di campagna elettorale, in particolare per spiegare ai cittadini su cosa sono chiamati a votare. ”Assistiamo a un singolare paradosso- scrive il Comitato in una nota- proprio da chi ha animato per mesi una campagna fortemente polemica contro la riforma, evocando scenari nei quali la politica vuole sottomettere i giudici, agitando gli spettri della P2 e arrivando perfino ad affermare che chi vota Si farà un favore alle mafie”. Un abbrivio tosto che apre sprigali, però.
Il governo non rischia
Rasserenare il clima da entrambe le parti sarebbe saggio anche davanti al rischio dell’astensionismo causato da un disorientamento generale e dall’eccessiva politicizzazione dello scontro. Meloni ha ribadito che il governo non rischia, ma come sappiamo, mai dire mai. Il referendum non richiede quorum, ma noi- dicono gli avvocati del Si- non ci sentiamo responsabili dell’innalzamento dei toni. Condividiamo gli inviti a “mantenere il confronto sul terreno del merito, senza alzare i toni ma il nostro obiettivo è ed è sempre stato quello di discutere seriamente dei contenuti della riforma e delle ragioni che la sostengono”.
Lo sforzo, a questo punto, è di “concentrarsi sul testo, che mira a rafforzare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e a garantire ai cittadini un giudice realmente terzo”. Lo schieramento del No non può condividere questa affermazione ma “è su questo terreno, quello degli argomenti e del merito, che riteniamo utile e necessario un confronto pubblico serio e responsabile nell’interesse della giustizia e dei cittadini”. Già, si pensa a loro.
Gli italiani sono stufi di palleggiamenti, hanno ancora qualche giorno di tempo per capire perché sono chiamati al voto e bisogna aiutarli, altrimenti restano a casa. L’intento dei penalisti pro riforma è positivo. Tuttavia, l’appello è arrivato prima che la Capo di gabinetto di Nordio pronunciasse le sue parole contro i giudici plotone di esecuzione. Parole che devono aver scosso anche il Comitato delle Camere Penali. Ma la dottoressa Bartolozzi non ha tenuto conto di nulla si è fatta prendere la mano forse anche per questo pasticcio il clima resta caldo.
Nunzio Ingiusto
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