Covid-19, non giustifica la violazione dei diritti umani. Anzi determina la necessità di tutele speciali.

L’Italia deve adeguare, senza ulteriore ritardo, l’ordinamento interno alla Convenzione di Oviedo, per la protezione dei Diritti dell’Uomo e della dignità dell’essere umano nei confronti dell’applicazioni della biologia e della medicina.

L’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia da Covid-19 rende particolarmente urgente la ratifica della Convenzione di Oviedo da parte di tutti i 47 paesi membri del Consiglio d’Europa e sarebbe opportuno e utile che anche l’UE volesse firmare e ratificare tale Convenzione dimostrando coerenza e fedeltà ai principi stabiliti nel suo Trattato istitutivo che riconosce il primato dei diritti fondamentali della persona.

Si tratta della Convenzione firmata a Oviedo in Spagna il 4 aprile 1997 ed entrata in vigore  l’1/12/99, conta 29 ratifiche.

E’ stata ratificata dall’Italia con legge n.145/2001, ma lo strumento di ratifica non è stato depositato. Non sono stati emanati i decreti legislativi che dovevano contenere disposizioni di adattamento dell’ordinamento giuridico interno ai principi e alle norme della Convenzione.

E’ tempo di completare il processo di ratifica e rendere applicabile nel nostro paese la prima Convenzione internazionale in materia di diritti umani afferenti alla Bioetica. Viviamo giorni di frenetica discussione sul virus Covid-19,  sui relativi trattamenti sanitari, sulle misure di contenimento del contagio, sulle misure di confinamento e altre misure che impongono pratiche e prescrizioni. Ma non si parla affatto dell’impatto degli interventi delle autorità sanitarie e governative sulle libertà e sui diritti umani. Non si parla di rimedi alle violazioni di quei diritti.

La Convenzione di Oviedo, la prima in materia di diritti umani nel campo della Bioetica, già nel 1997, aveva colto il bisogno di tutelare i diritti fondamentali delle persone a fronte dei rapidi sviluppi della scienza medica, nella consapevolezza della possibilità che l’uso improprio della biologia e della medicina metta in pericolo la dignità umana, e con l’impegno di utilizzare i progressi della biologia e della medicina per il beneficio delle generazioni presenti e future.

La Convenzione intende proteggere l’essere umano nella sua dignità e nella sua identità e garantire a ogni persona senza discriminazione, il rispetto della sua integrità e degli altri suoi diritti e libertà fondamentali riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina.

La Convenzione di Oviedo è uno strumento di grande importanza. Vi si afferma:

  • il Primato dell’essere umano, sul solo interesse della società o della scienza; che gli stati, tenuto conto dei bisogni della salute e delle risorse disponibili, devono porre in essere le misure appropriate in vista di assicurare,  un accesso equo a cure della salute di qualità appropriata;
  • il diritto alla vita privata che va rispettata allorché si tratta di informazioni relative alla propria salute;
  • il divieto di ogni forma di discriminazione nei confronti di una persona in ragione del suo patrimonio genetico;
  • il divieto di test genetici predittivi, di malattie genetiche o che permettano sia di identificare il soggetto come portatore di un gene responsabile di una malattia, sia di rivelare una predisposizione o una suscettibilità genetica a una malattia se non a fini medici o di ricerca medica, e sotto riserva di una consulenza genetica appropriata;
  • il divieto di Interventi sul Genoma Umano, che non siano giustificati da ragioni preventive, diagnostiche o terapeutiche;
  • il divieto di selezione dei sessi, non essendo ammessa l’utilizzazione delle tecniche di assistenza medica alla procreazione per scegliere il sesso del nascituro, salvo che in vista di evitare una malattia ereditaria legata al sesso.

I Protocolli aggiuntivi:la Convenzione è stata integrata da protocolli aggiuntivi:  il protocollo sul divieto di clonazione di esseri umani, sottoscritto a Parigi il 12 gennaio 1998;  il protocollo relativo al trapianto di organi e tessuti di origine umana, sottoscritto a Strasburgo il 4 dicembre 2001; il  protocollo addizionale riguardante la ricerca biomedica firmato il 25 gennaio 2005 a Strasburgo e il Protocollo sui test genetici per scopi medici, firmato a Strasburgo il 27/11/2008. Molti altri strumenti si aggiungeranno se ce ne sarà la volontà degli stati.

La situazione in atto rende improrogabile l’attuazione della Convenzione. I TSO, i vaccini, i particolari trattamenti sanitari e le pratiche che si sperimentano per la prima volta per la cura del Covid-19 con completo isolamento del paziente con la giustificazione dell’esigenza di salute pubblica, non consente ulteriori ritardi, dei quali non è data valida giustificazione. Gli abusi dei dati personali vanno identificati, e sanzionati. I danni vanno evitati o risarciti.

Il Forum internazionale in programma per il prossimo anno sulla pandemia, dovrebbe includere una speciale sessione sull’impatto degli interventi autoritativi giustificati dalla salute pubblica, sui diritti umani e promuovere la ratificazione da parte di tutti gli stati interessati della Convenzione di Oviedo e l’elaborazione di altri strumenti internazionali per la tutela di diritti umani già riconosciuti e altri che esistono ma non sono ancora riconosciuti in materia di Bioetica come in materia di utilizzo dell’Intelligenza artificiale, nonché rispetto a cambiamenti della vita del pianeta e delle persone a fronte della globalizzazione. I diritti umani di quarta generazione?

Silvana Arbia

Immagine utilizzata: Pixabay