L’Europa affronta l’inverno con riserve di gas storicamente basse e non può reggere altri shock, avverte Fatih Birol, capo dell’Agenzia internazionale per l’energia (IEA). Causa scatenante, secondo l’articolo, è la guerra USA-Israele contro l’Iran che ha sconvolto le rotte energetiche.
Parlando ad Al Jazeera a Berlino, Birol spiega che tutte le regioni sono colpite dalle interruzioni nello Stretto di Hormuz, ma l’Europa è particolarmente vulnerabile. Anche se la pace tornasse oggi nel Golfo, nei prossimi mesi dovrà affrontare un aumento dei costi del gas naturale liquefatto (GNL).
Normalmente le scorte europee pre-inverno sono alte. Quest’anno sono molto sotto la media storica. Il gas europeo compete con quello asiatico, ancora più dipendente dal Medio Oriente. Con un inverno rigido, i prezzi saliranno.
Dati chiave riportati:
- prima della guerra, quasi un decimo del GNL europeo transitava da Hormuz. Gli attacchi iraniani alle navi hanno fatto crollare le importazioni.
- Gli stoccaggi UE sono pieni solo al 72%, contro il 90% abituale. Mancanza equivalente al consumo di 10-12 milioni di famiglie.
- I ministri UE valutano razionamenti.
- Il gas è aumentato del 140% da febbraio, il Brent oltre i 100 dollari.
Birol, nato in Turchia, è deluso: “Sono davvero deluso che i governi non abbiano preso le misure necessarie. Ora tutti di corsa, i Paesi del Medio Oriente costruiscono nuovi oleodotti che bypassano Hormuz… ma andava fatto molto prima.”
Altri fattori di crisi citati:
- L’UE ha raffinerie vecchie che raffinano meno greggio e manca gasolio. Un terzo delle forniture russe è fermo anche per gli attacchi ucraini alle raffinerie russe.
- Il G7 a marzo ha rilasciato 400 milioni di barili da riserve strategiche, coordinati proprio da Birol. Ha avuto effetto immediato (-20$), ma temporaneo.
- La IEA aveva avvertito da anni della dipendenza eccessiva dalla Russia e dell’abbandono troppo precoce del nucleare. Ora la Francia è tornata ad ordinare gas russo.
Conclusione di Birol: “Non ho mai visto l’ombra lunga e oscura della geopolitica così dominante nel settore energetico. Questo è il peggio in termini di geopolitica che domina il gioco energetico. L’energia non è più considerata un business ma una leva politica. Come uomo dell’energia, questo mi preoccupa. Se entrambi gli stretti non verranno aperti incondizionatamente presto, nel mondo dell’energia non abbiamo molte più zone cuscinetto per mantenere i prezzi al livello attuale.”
L’articolo di Al Jazeera nota anche che Russia ha usato il gas come arma e che i partiti populisti, dalla Francia alla Germania, stanno cavalcando la rabbia per dipingere i governi come incompetenti.