Il Presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha ridimensionato: le assenze erano dovute ad una festa di compleanno. Dunque, non c’è da dare eccessiva importanza, per ciò che riguarda le sorti del Governo, a quanto accaduto ieri in Commissione Lavoro del Senato dove la maggioranza si è vista respingere tutti i propri emendamenti per l’assenza dei parlamentari di Forza Italia. La questione è stata poi risolta, ma la figuraccia resta.

In ogni caso, porta alla domanda sulla compattezza della maggioranza che, probabilmente, riceverà altri colpi a mano a mano che si scenderà nell’attività legislativa dai grandi proclami, che servono a conquistare i titoli dei giornali, ma molto meno a plasmare provvedimenti coerenti con le linee promesse in campagna elettorale. Sarà un caso se Raffella Paita, una fedelissima di  Matteo Renzi, capogruppo di Azione – Italia Viva alla Camera, racconta che era stato chiesto un aiuto sul delicato Decreto Lavoro.

Che ci sia qualcosa in ballo è stato del resto confermato quasi in contemporanea nel corso dei lavori della Commissione esteri della Camera dove è stato preferito rinviare la discussione sul Mes, e smentire così il Ministro Giancarlo Giorgetti intenzionato ad andare avanti per la ratifica del tanto controverso, e indigesto per Giorgia Meloni, accordo europeo che manca solo dell’approvazione italiana.

Il fatto è che vincere le elezioni e aggiudicarsi il pieno controllo del Parlamento può rivelarsi, se non effimera, cosa difficile da gestire. Soprattutto, quando le posizioni dipendono da quell’alto tasso di ideologismo costretto a fare i conti con la dura realtà delle cose. La semplificazione televisiva aiuta spesso, con il rischio, però, di farti bruciare in poche ore la credibilità interna e internazionale.

C’è da cercare di capire se le assenze dei senatori di Forza Italia  abbiano o meno un significato che va oltre il semplice incidente di percorso. E’ evidente quanto la scomparsa di Silvio Berlusconi, a mano a mano che cala il sipario celebrativo non sia destinata a incidere sulla vita della maggioranza. In queste ore è evidente che la vera preoccupazione di chi aspira a tenere insieme e a guidare le forze parlamentari che da solo il Cavaliere era riuscito a mettere in campo, anche a dispetto della progressiva riduzione del consenso elettorale, sia quella di rimarcare l’esistenza di un entità da rispettare, nonostante la grave perdita subita.

In Forza Italia il vero timore di queste ore è quello del “cannibalismo” in famiglia, cioè da parte degli altri due alleati del Centro destra, ed anche di altri, come ad esempio Matteo Renzi. In attesa di capire cosa accadrà, allora, qualcuno può pensare che la cosa torni in ogni caso utile per mandare un segnale in varie direzioni con la dicitura: restiamo compatti, sia pure da assenti … a causa … di un compleanno.

 

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