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Percorsi di Secondo welfare sulla natalità: anche quest’anno ci pensiamo l’anno prossimo

Nonostante i numerosi annunci fatti dal Governo Meloni, la Legge di Bilancio 2024 contiene poche misure che potrebbero incoraggiare la ripresa della nascite. Gli esperti giudicano positivamente alcune scelte a sostegno delle famiglie, ma sul fronte della natalità i provvedimenti appaiono ben lontani dagli obiettivi annunciati.
“L’anno della famiglia in Italia è sempre il prossimo”. Adriano Bordignon, Presidente del Forum delle Associazioni Familiari, riassume così il giudizio della sua organizzazione sulle misure per famiglie e natalità contenute nella Legge di Bilancio 2024. “Siamo solo parzialmente soddisfatti”, prosegue. “Ci sono alcuni aspetti positivi” ma, spiega, “siamo ben lontani da risposte significative alla tragica sfida demografica che stiamo vivendo”. 

Il parere di Bordignon è condiviso anche da esperti, accademici e esponenti di altre organizzazioni che si occupano di questi temi.

La prima Legge di Bilancio interamente concepita dal Governo Meloni, dopo quella del 2023 di fatto ereditata dall’esecutivo guidato da Mario Draghi, potrebbe avere effetti limitati sul problema della denatalità in Italia. E questo, nonostante la grande enfasi posta sul tema da Meloni e i suoi ministri fin dall’inizio della Legislatura e, in particolare, negli ultimi mesi. La causa è da rintracciarsi nelle limitate risorse stanziate per il tema, ma anche nelle misure scelte per essere finanziate.

“Più che per la natalità, questa Legge di Bilancio è un provvedimento per le famiglie”, commenta Elisa Brini, ricercatrice in demografia all’Università di Firenze. Infatti, continua, “gli incentivi sono indirizzati principalmente a famiglie già numerose” e, in questo contesto, “la legge sembra dimenticarsi dei giovani, quelli che non hanno ancora avuto il primo figlio”.

Un problema non da poco visto che, secondo il Rapporto Coop 2023 (CLICCA QUI) rapporto Coop 2023, in Italia il 51% delle persone tra i 20 e 40 anni si dichiara per nulla interessata a diventare genitore, mentre un ulteriore 28% vorrebbe un figlio, ma già prevede che non sarà possibile. (Per la lettura integrale dell’articolo pubblicato su Percorsi di Secondo welfare CLICCA QUI)

Paolo Riva

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